Chiese in Provincia di Rovigo - città di Fratta Polesine: Chiesa dei Santi Pietro e Paolo Apostoli

Chiesa dei Santi Pietro e Paolo Apostoli

ROVIGO / FRATTA POLESINE
Via S. Giorgio 13 - Fratta Polesine (RO)
Culto: Cattolico
Diocesi: Adria - Rovigo
Tipologia: chiesa
La chiesa dei Santi Pietro e Paolo sorge in Fratta Polesine, all'interno dell'abitato, preceduta da un ampio sagrato, con orientamento Est-ovest. La monumentale facciata neoclassica, a vento, si sviluppa su due ordini sovrapposti, separati da una trabeazione, decorata a metope e triglifi. La facciata è scandita da lesene doriche e ioniche, su alti basamenti quelle inferiori. L'ordine superiore si raccorda all'inferiore tramite piccoli rampanti a volute, chiusi ai lati da pinnacoli a pigna su... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

La chiesa dei Santi Pietro e Paolo sorge in Fratta Polesine, all'interno dell'abitato, preceduta da un ampio sagrato, con orientamento Est-ovest. La monumentale facciata neoclassica, a vento, si sviluppa su due ordini sovrapposti, separati da una trabeazione, decorata a metope e triglifi. La facciata è scandita da lesene doriche e ioniche, su alti basamenti quelle inferiori. L'ordine superiore si raccorda all'inferiore tramite piccoli rampanti a volute, chiusi ai lati da pinnacoli a pigna su pilastrini in pietra. Al centro si apre l'unico portale, rettangolare, con cornice in marmo, modanata, sormontato da un frontone triangolare su mensole. Ai lati del portale si inseriscono due finestroni ciechi rettangolari, anch'essi coronati da frontoni curvilinei, su mensole. Nella parte superiore della facciata si apre al centro un ampio rosone circolare e, ai lati, due nicchie che accolgono le statue dei Santi Pietro e Paolo, in pietra. La facciata è coronata da un frontone triangolare, con cornice a dentelli, sormontato da pinnacoli a pigna su pilastrini. Nei fronti laterali e nel presbiterio, in mattoni a vista, si aprono ampie finestre a lunetta e nei fronti delle cappelle votive a tutto sesto e rettangolari, a varie altezze. Sul retro il presbiterio presenta due finestroni rettangolari e il fronte, chiuso da lesene a tutta altezza, è coronato da un frontone triangolare.

Pianta

Schema planimetrico basilicale, a unica navata, coperta da volta a specchio, forata dalle unghie dei finestroni. Le pareti della navata sono scandite da lesene corinzie, con specchi in marmo rosa, al di sopra delle quali corre una trabeazione spezzata in aggetto, lungo la navata, nel presbiterio e abside. Tra le lesene si aprono, con archi a tutto sesto, due cappelle votive per lato, poco profonde, a pianta rettangolare, voltate a botte. Gli ampi bracci del transetto, voltati a botte, accolgono altari votivi. Il presbiterio, rialzato di quattro gradini in marmo bianco sul piano della chiesa, si apre verso la navata con un arco a tutto sesto. Nella parete di fondo della navata si aprono gli accessi alla sagrestia e si inseriscono due nicchie che accolgono statue in marmo di Santi e nella parte alta si aprono due finestroni rettangolari, le cui unghie a vele forano la volta della navata. Il presbiterio, a due campate, è coperto da volte a crociera.

Coperture

Tetto a falde con manto in coppi.

Pavimenti e pavimentazioni

Pavimento in lastre quadrate di marmo rosso e bianco, poste a scacchiera.

Elementi decorativi

Le volte sono dipinte a soggetti religiosi.

Impianto strutturale

Strutture verticali in muratura di mattoni portante.

1123 - 1536 (preesistenze intorno)

La chiesa di Fratta, intitolata in origine solo a S.Pietro, era sottoposta dal 1123 alla giurisdizione della Vangadizza "... in Episcopatu Adriensi Ecclesiam Sancti Petri in Villa Comeda...". Nel 1536 il vicario Ferretti nel suo Catalogus, elencando i diritti vescovili su Fratta, precisa che la collazione spettava all'Abbazia camaldolese di S.M. della Vangadizza, mentre la cura delle anime spettava alla Pieve di S.Bellino della Diocesi di Adria.

1550 - 1682 (costruzione intero bene)

L'archivio parrocchiale con i suoi registri e documenti consente di ricostruire il lungo lavoro, affrontato nel corso di quattro secoli dalla comunità frattense, per la costruzione della sua chiesa. Intorno al 1550 s'intrapresero i lavori di rifacimento del vecchio edificio di S.Pietro ormai fatiscente, innanzitutto fu predisposta una chiesa di fortuna: un fabbricato rettangolare, di modeste proporzioni, con due cappelle laterali, tre altari e un campaniletto. Dopo circa un secolo la chiesa risultava ancora inadeguata, si decise allora di edificarne una nuova e tra i vari progetti venne scelto quello del mastro muratore Vincenzo Bortoloni di Lendinara, riguardante l'immediata costruzione del coro e della tribuna. L'impegno piuttosto gravoso provocò rallentamenti e interruzioni nei lavori, che si conclusero nel 1682, risultato di una progettazione risolta da abili maestranze locali in momenti successivi,come le tre generazioni di capomastri appartenenti alla famiglia Bellettato.

1759 - XIX (completamento intero bene)

Terminata la chiesa nel 1682, restava da completare la decorazione del soffitto, che sarà affrescato da Francesco Zugno nel 1742. La domenica di Pasqua del 1759 il card. Bartolomeo Gradenigo, arcivescovo di Udine e abate commendatario della Vangadizza, consacrò il tempio, intitolato oltre che a S.Pietro anche al compatrono S.Paolo. La decorazione e gli arredi della chiesa si potranno considerare conclusi solo alla fine dell'ottocento: alcuni dipinti e statue furono commissionati direttamente agli artisti altri invece derivarono da chiese veneziane demolite.

Mappa

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