Chiese in Provincia di Rovigo - città di Rovigo Città: Chiesa di Sant'Antonio Abate detta San Domenico

Chiesa di Sant'Antonio Abate detta San Domenico
S. Antonio abate detta S. Domenico

ROVIGO / ROVIGO città
Rovigo (RO) ROVIGO città
Culto: Cattolico
Diocesi: Adria - Rovigo
Tipologia: chiesa
La chiesa di San Domenico sorge in Rovigo, all'interno dell'abitato, con fronte principale su via X Luglio. Il fronte lineare presenta due portali di accesso, a tutto sesto, con stipiti e arco in pietra, uno dei quali sormontato da una nicchia che accoglie il busto di Sant'Antonio Abate. Sotto gronda corre una cornice a dentelli e mensole in cotto. Il fronte è forato da tre monofore a tutto sesto. Pianta Schema planimetrico ad aula, coperta da tetto a falde con travi e capriate lignee a... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

La chiesa di San Domenico sorge in Rovigo, all'interno dell'abitato, con fronte principale su via X Luglio. Il fronte lineare presenta due portali di accesso, a tutto sesto, con stipiti e arco in pietra, uno dei quali sormontato da una nicchia che accoglie il busto di Sant'Antonio Abate. Sotto gronda corre una cornice a dentelli e mensole in cotto. Il fronte è forato da tre monofore a tutto sesto.

Pianta

Schema planimetrico ad aula, coperta da tetto a falde con travi e capriate lignee a vista. Il presbiterio, rialzato di un gradino sul piano della chiesa, si apre verso la navata con un arco a tutto sesto, ai lati del quale insistono altri due archi, più bassi, su colonne doriche in marmo rosso, che accedono a due cappelle votive, voltate a crociera e aperte sui lati. Nelle pareti di fondo delle cappelle si aprono finestroni circolari. Il presbiterio, a pianta rettangolare, è voltato a botte e prosegue sul retro con un coro absidato, coperto da volta a catino.

Coperture

Tetto a falde con manto in coppi.

Pavimenti e pavimentazioni

Pavimento in lastre di marmo.

Impianto strutturale

Strutture verticali in muratura di mattoni portante.

1413 - 1413 (preesistenze intorno)

La prima destinazione d'uso dell'edificio fu quella di ospedale, luogo di accoglienza e rifugio voluto dalla nobildonna Piacenza Casilini nel 1413, come attesta l'antica lapide murata in fondo alla parete destra.

1505 - 1516 (ricostruzione intorno )

Dopo un disastroso incendio l'ospedale fu fatto ricostruire dagli eredi di Piacenza: Giovanni, Marco e Marsilio Casilini con l'aggiunta di una piccola chiesa contenente due altari dedicati uno a S. Antonio Abate e l'altro ai SS. Lucia, Sebastiano e Rocco (1505-1516).

1543 - 1559 (variazione d'uso intorno)

Il complesso conservò la funzione di ospedale per un certo tempo finchè nel 1543 non venne ceduto ai Domenicani, provenienti dal convento di S. Agostino di Padova, che l'anno successivo, sempre con l'aiuto dei Casilini, iniziarono i lavori di adattamento. Prima del 1559 fu eretto l'altare della Madonna del rosario con relativa Confraternita, ai piedi del quale la famiglia Delaiti fece collocare la propria tomba.

1627 - 1750 (ristrutturazione intero bene)

Nel 1627 si ha un nuovo intervento di ristrutturazione del complesso e d'ingrandimento della chiesa col sostegno del nobile Andrea Redetti. Altri lavori di adeguamento si ebbero tra il 1641-1644 con la realizzazione del coro e di una cappella; nel 1687 fu eretto l'altare di S. Domenico e rifatto l'altare maggiore; nel 1700 fu ricostruito l'altare di S. Barbara e prima del 1750 quello della Circoncisione.

1767 - 1810 (passaggio di proprietà intorno)

Nel 1767 la Repubblica di S. Marco decise di sopprimere i piccoli conventi ed incamerarne i beni, di conseguenza i Domenicani nel settembre 1770 lasciarono la città. Il convento incamerato dal Demanio venne acquistato dalle Terziarie Domenicane, che ne entrarono in possesso nel settembre 1771 e vi rimasero fino al 1810 quando, a seguito delle soppressioni napoleoniche, convento e chiesa furono nuovamente abbandonati.

1815 - 1921 (restauro intero bene)

Durante il governo Austriaco, grazie all'intervento di alcuni importanti cittadini e del vescovo mons. Molin, si ottenne la riapertura al culto della chiesa nel settembre 1815. Diversi anni dopo (1887) fu rifatta la copertura, sostenuta da capriate a vista, secondo il progetto dell'architetto R. Cattaneo. Del 1889 è la decorazione ad affresco del coro e delle cappelle ai lati dell'altare maggiore, realizzata dal prof. R. Cessi. Divenne sede dell'Opera diocesana adorazione perpetua nel 1921.

1941 - 1942 (ristrutturazione intero bene)

Rifacimento dell'altare maggiore, smembramento degli altari di S. Antonio e di S. Liberale, riutilizzandone parti per le porte di accesso alle nuove sacrestie, nuova pavimentazione e rivestimento in marmo delle pareti: questi gli interventi realizzati tra il 1941-1942.

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