Chiese in Provincia di Rovigo - città di Villanova Del Ghebbo: Chiesa di San Michele Arcangelo

Chiesa di San Michele Arcangelo

ROVIGO / VILLANOVA DEL GHEBBO
Via Roma 49 - Villanova del Ghebbo (RO)
Culto: Cattolico
Diocesi: Adria - Rovigo
Tipologia: chiesa
La chiesa di San Michele sorge in Villanova del Ghebbo, all'interno dell'abitato, lungo la Strada Comunale, sulla quale affaccia, preceduta da un sagrato poco profondo, con orientamento Nord-Sud. La facciata neoclassica si sviluppa su due ordini sovrapposti, scanditi da lesene ioniche inferiori e corinzie superiori, separati da una trabeazione spezzata, in aggetto. La facciata si raccorda ai fronti laterali, all'ordine inferiore con pareti oblique, chiuse ai lati da lesene ioniche, raccordate... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

La chiesa di San Michele sorge in Villanova del Ghebbo, all'interno dell'abitato, lungo la Strada Comunale, sulla quale affaccia, preceduta da un sagrato poco profondo, con orientamento Nord-Sud. La facciata neoclassica si sviluppa su due ordini sovrapposti, scanditi da lesene ioniche inferiori e corinzie superiori, separati da una trabeazione spezzata, in aggetto. La facciata si raccorda ai fronti laterali, all'ordine inferiore con pareti oblique, chiuse ai lati da lesene ioniche, raccordate all'ordine superiore tramite rampanti curvilinei con pilastrini e pinnacoli a vaso. Nella parte inferiore della facciata, tra le lesene si inseriscono due nicchie a tutto sesto, che accolgono statue in pietra di Santi. Al centro si apre l'unico portale, rettangolare, coronato da un frontone curvilineo, su mensole. La facciata è sormontata da un frontone triangolare, spezzato, con cornice a dentelli, sul quale si elevano, al colmo e ai lati dei rampanti, statue in pietra di San Michele e Angeli. Nei fronti laterali e nel presbiterio si aprono ampi finestroni rettangolari.

Pianta

Schema planimetrico basilicale, a unica navata, coperta da volta a specchio, forata dalle profonde unghie dei finestroni del claristerio. L'aula si chiude verso la controfacciata e verso il presbiterio con serliane, su colonne corinzie. Le pareti della navata sono scandite da lesene corinzie, tra le quali si aprono, con archi a tutto sesto, due cappelle votive per lato. Al di sopra delle lesene corre una trabeazione spezzata, con cornice a dentelli in aggetto. I bracci del transetto, poco profondi, presentano pareti curvilinee e sono coperti da volte a botte. La campata centrale del presbiterio, rialzata di tre gradini in marmo rosso sul piano della chiesa, è coperta da cupola su pennacchi sferici. L'abside semicircolare è coperta da volta a catino. Dietro all'abside corre un deambulatorio, separato da colonne corinzie.

Coperture

Tetto a falde con manto in coppi.

Pavimenti e pavimentazioni

Pavimenti in lastre quadrate di marmo rosso e bianco, poste a scacchiera e rosso Verona nel presbiterio.

Elementi decorativi

Le volte sono dipinte a soggetti religiosi.

Impianto strutturale

Strutture verticali in muratura di mattoni portante.

1221 - 1590 (preesistenze intorno)

Nel Codex Adrianus (a. 1221) troviamo le più remote notizie su di una chiesa, intitolata a S.Michele Arcangelo, in Vilanova Gaybi. La prima visita pastorale fu invece celebrata nel 1473 dal vicario Antonio de Gottis, per conto dell'arcivescovo di Ravenna, che trovò una cappella ad un solo altare, molto povera e disadorna. Sul finire del cinquecento, durante l'episcopato di mons. Laureti (1591-1598), la chiesa "ruinava" ed il campanile pure.

1604 - 1762 (preesistenze intero bene)

Nel 1604 passava in visita pastorale il vicario Peroto, che vide una chiesa rifatta dalle fondamenta, ad una sola navata conclusa dal coro, "de novo constructa, expensis rectoris et incolarum", con tre altari: il maggiore, l'altare del S.Rosario a destra ed un terzo altare a sinistra senza pietra sacra; vi era inoltre il battistero. Nella visita del vescovo Savio (1640) si dice che "ha campanille più bello di ogn'altra villa d'intorno". Trascorso più di un secolo, l'edificio cominciava a mostrare i segni del tempo e la povertà del materiale utilizzato, si decise quindi di costruirne uno completamente nuovo e di più ampie proporzioni.

1762 - 1800 (costruzione intero bene)

Il progetto della nuova chiesa, forse ideato dall'allora arciprete don Giovanni Ferro, fu realizzato da Giovanni Padrin del Tresto, che ne diresse i lavori fino alla morte nel 1786; altri ne continuarono l'opera, che fu completata nel 1800.

XIX - 1823 (decorazione intero bene)

Seguirono diversi, importanti interventi di carattere decorativo come gli affreschi di G.B. Canal sul soffitto con la raffigurazione delle Virtù teologali nei riquadri più piccoli e di S.Michele in gloria nel riquadro centrale, e l'Ultima Cena di Tomaso Sciacca nel coro. Medaglioni monocromi furono inoltre dipinti nelle specchiature tra le vele e negli ovali del catino. La chiesa nel 1823 fu solennemente consacrata dal vescovo Ravasi.

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