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Obitorio, stop definitivo l’Usl: «Scelta del 2017»

MONTAGNANA. L’obitorio di Montagnana chiude definitivamente i battenti e il gruppo del Partito democratico in consiglio regionale protesta. L’Ulss 6 Euganea ribatte così alla proteste formalizzate dal consigliere democratico veneto Claudio Sinigaglia: «Ricordiamo al consigliere Sinigaglia che già nel 2017 era stata avviata una revisione dell’organizzazione delle attività al fine di superare l’utilizzo dell’ex obitorio di Montagnana, utilizzato quasi esclusivamente per accogliere salme provenienti dal territorio».

L’Ulss 6 ricorda che, da regolamento nazionale di polizia mortuaria, questo aspetto è totalmente a carico dei Comuni. «Premesso che questo servizio non rientra dunque nelle finalità istituzionali dell’Ulss e stante che l’obitorio era struttura datata, non a norma, priva di celle frigorifere e incapace di garantire la dovuta privacy, l’Ulss 6 Euganea, già due anni fa, ha deciso di concentrare l’attività mortuaria nell’obitorio dell’ospedale Madre Teresa di Calcutta di Monselice in locali nuovi, moderni, rispettosi dei defunti e dei loro familiari, per dare al momento del commiato e del cordoglio un contesto appropriato, degno e decoroso».

Insomma, una scelta “vecchia” ormai di due anni e già oggetto di discussione: «Tutto questo percorso è documentato e a disposizione di chi voglia approfondire l’argomento, compreso il consigliere Sinigaglia», chiudono dal’Ulss 6. Di fatto, e anche questo è un dato evidente, lo stop al servizio ha creato più di qualche disagio agli abitanti del mandamento in termini di organizzazione: per vegliare una salma, oggi, occorre percorrere almeno 25 chilometri e senza un collegamento diretto al polo unico e dunque all’obitorio monselicense. —

N.C.

Pubblicato su Il Mattino di Padova