• Home
  •  > Notizie
  •  > Si è spento padre Corazza missionario in Brasile dal 1953

Si è spento padre Corazza missionario in Brasile dal 1953

SAN GIORGIO DELLE PERTICHE. È morto in Brasile padre Remigio Corazza. Aveva 100 anni. Il decesso è avvenuto venerdì all’ospedale don Orione in Araguaina, dov’era ricoverato da una settimana nell’Unità infezioni urinarie e polmonari. Com’è d’uso in Brasile, il funerale è stato celebrato subito al santuario del Sacro Cuore di Gesù, dove la salma è stata esposta ricevendo l’omaggio di centinaia di fedeli.

Partecipatissima la Messa, celebrata da una decina di sacerdoti a dimostrazione dell’affetto di cui godeva padre Remigio. La sepoltura nel cimitero di Sao Lazaro. Il lutto colpisce anche Arsego, dove padre Remigio nacque il 5 ottobre 1919. Questa sera alle 19 nella Chiesetta delle Cocche viene celebrata una messa in memoria. Va ricordato che padre Remigio, sempre impegnato nella pastorale missionaria e parrocchiale, fu uno dei primi sacerdoti dell’Ordine di don Orione inviato in missione ad evangelizzare gli indios delle impenetrabili e sterminate foreste dell’Amazzonia.

Ordinato sacerdote nella Congregazione dei Figli della Divina Provvidenza nel 1952, partì missionario per il Brasile l’anno successivo insediandosi nella missione nel Tocantins, dove lavorò inizialmente a Filadélfia. Rientrò in Italia nel 1958 ma nel 1963 tornò in Brasile, prima ad Araguaína e poi nel 1968 a Uruaçu e nel 1969 a Nazaré. Tornò quindi ad Araguaína dal 1970 al 1974 per poi partire per Goiânia, dove rimase dal 1975 al 1988 e costruì la parrocchia di Nossa Senhora da Rosa Mistica. Nel 1989 fu inviato a Xambioá e nel 1992 tornò definitivamente ad Araguaína.

In Brasile padre Remigio era diventato un’istituzione tanto che i media locali hanno annunciato con grande rilievo la sua scomparsa, definendolo “il leader religioso”. Ha dedicato la sua vita all’educazione dei bambini e dei ragazzi e nella città di Araguaína ha fondato una delle scuole più importanti del nord dello stato, il Collegio “Santa Cruz”, e una scuola di arti e mestieri. Per l’impegno profuso la Provincia lo insignì di un riconoscimento come c italiano che ha portato nel mondo la cultura e il sapere. Ricevette anche il premio “motu proprio” della giunta della Camera di Commercio per il qualificato contributo civile e sociale a favore del mondo dell’emigrazione. — Giusy Andreoli

Pubblicato su Il Mattino di Padova