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Omicida e vittima, il giallo dell’incontro

Il delitto di Oriago di Mira: indagine sui tabulati dei cellulari per capire se fra i due c’era un accordo per vedersi

ORIAGO

Andrea Baldan e Simone Meggiato si erano accordati attraverso delle telefonate per trovarsi prima del tragico incontro davanti alla casa del nuovo compagno della ex moglie? Meggiato sapeva che stava per venirgli a fare visita Baldan all’una di notte? Perché è uscito con la pistola? Monta il giallo sull’incontro di venerdì notte a Oriago sfociato in omicidio. Emerge poi un altro importante particolare: l’ordinanza di allontanamento di Baldan dai luoghi frequentati dalla moglie era recentissima e non acqua passata.

Era dello scorso 18 giugno del 2020. Nell’ordinanza era citato inoltre esplicitamente anche il nuovo compagno della donna Simone Meggiato. Baldan quindi non si sarebbe dovuto presentare, fa presente l’avvocato Tiziana Nordio difensore di Simone Meggiato, neanche davanti all’abitazione di via Piave ad Oriago. L’avvocato fa presente che nell’ordinanza è citato anche il fatto che Andrea Baldan, che era un gigante d’uomo di un metro e 95 per 140 chili, faceva abuso di alcol. Il giallo dell’incontro comunque dovrà essere risolto dall’analisi dei tabulati telefonici dei cellulari di Andrea Baldan e di Simone Meggiato. Gli inquirenti dovranno chiarire perciò se l’incontro in via Piave a Oriago è stato casuale oppure no. Baldan potrebbe insomma aver voluto un faccia a faccia chiarificatore con quello che considerava un avversario in amore, a causa anche dei recenti sviluppi giudiziari, ma lo stesso in preda forse all’ira potrebbe essere anche capitato a caso e di propria iniziativa davanti alla casa del compagno della ex moglie. Per questo oltre ai tabulati telefonici dovranno essere sentiti con chiarezza i testimoni diretti dell’omicidio. Quello che è certo è che ad uccidere Baldan venerdì all’una di notte in via Piave a Oriago sono stati i due colpi di pistola sparati a bruciapelo. Esplosi da Meggiato, in quel momento della colluttazione schiacciato a terra da Baldan. Dei tre colpi sparati, con uno lo stesso Meggiato è rimasto ferito alla mano e al braccio sinistro tanto che è stato costretto al gesso in ospedale. Gli altri due hanno colpito ad entrambi i fianchi Baldan. Colpi sparati dal basso verso l’altro. Da posizione ravvicinata. Nonostante i tentativi di rianimare Baldan da parte di una infermiera del posto e dello stesso Meggiato disperato per l’accaduto, all’arrivo dell’ambulanza per l’ex atleta di lancio del disco non c’era più nulla da fare. Quest’ultimo ora si trova in carcere con l’accusa di omicidio volontario.

Baldan e la moglie che hanno due figli erano separati. Lui risiedeva in via Camuffo a Mestre, non lontano dall’abitazione che la donna divide con i figli. Ex atleta del lancio del peso ed è stato anche in nazionale, da tempo lavorava in una ditta di trasporti a Venezia. —

Pubblicato su Il Mattino di Padova