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Operaio di 58 anni trovato morto in azienda

Dramma a Bagnoli. Alessandro Griggio era vicino alla sua postazione alla Ine Spa, forse stroncato da infarto. La figlia disperata: «Stava bene»

BAGNOLI. Malore fatale per un operaio alla fine del turno. Alessandro Griggio, 58 anni, è stato trovato dai colleghi riverso a terra, nella sua postazione di lavoro alla Ine Spa in via dell’Industria. È accaduto lunedì. Vano ogni tentativo di rianimazione da parte dei compagni di turno e, poco dopo, del personale del Suem 118. Per l’uomo non c’è stato nulla da fare: un attacco di cuore, improvviso e del tutto imprevedibile, non gli ha lasciato scampo. Il giorno dopo c’è incredulità e sgomento fra i lavoratori dell’azienda con sede a Cittadella e Bagnoli, 130 dipendenti in tutto, specializzata nella produzione di fili per la saldatura, nella quale Griggio lavorava da parecchi anni, stimato da tutti.

A ricostruire quanto successo lunedì sera è Luigi Frasson, legale rappresentante dell’azienda: «Erano da poco passate le 21.30 e il turno era ormai finito quando gli operai, entrando in spogliatoio, si sono resi conto dell’assenza di Griggio e si sono subito insospettiti. Sono tornati sui loro passi e lo hanno trovato accanto alla sua postazione, alla bobinatrice. Era riverso a terra, privo di conoscenza e il collega addetto al primo soccorso ha subito provato a praticare il massaggio cardiaco mentre gli altri si erano preoccupati di chiamare i soccorsi. L’ambulanza del Suem 118 è arrivata nel giro di pochi minuti ma anche i tentativi del personale sanitario sono stati vani. Per Alessandro, purtroppo, non c’era più nulla da fare».

Una morte improvvisa e per cause naturali, sulla quale l’ultima parola spetta, di prassi, ai rilievi dello Spisal dell’Usl 6 che interviene in questi casi con un sopralluogo. Sul posto i carabinieri della caserma di Monselice. Tutto lascia pensare a un arresto cardiaco, senza alcun preavviso. «I colleghi hanno riferito che Griggio quel giorno si era presentato al lavoro come sempre e non aveva manifestato problemi o malesseri», continua Frasson, «insomma nulla lasciava pensare a questo epilogo. Aveva preso il caffè come molte altre volte e si era rimesso al lavoro. Si occupava della bobinatura del filo, l’ultimo step prima del confezionamento. Siamo veramente dispiaciuti e affranti, perdiamo un valido e apprezzato lavoratore, siamo vicini alla famiglia».

Alessandro Griggio viveva ad Agna con la figlia Jessica, 28 anni: «Papà stava bene, chi poteva immaginare tutto questo...», afferma disperata, «Sono senza parole. Era una persona dedita al lavoro e alla famiglia, di grande compagnia e bontà d’animo». —

Nicola Stievano

 

Pubblicato su Il Mattino di Padova