• Home
  •  > Notizie
  •  > Padova, la solitudine dei malati di Covid: Angela muore, l’addio ai suoi cari in un biglietto

Padova, la solitudine dei malati di Covid: Angela muore, l’addio ai suoi cari in un biglietto

Aveva 89 anni e abitava a Piombino Dese: il marito è stato a sua volta ricoverato. La donna è deceduta all’ospedale: non ha più potuto incontrare i famigliari

PADOVA Tornano i decessi per Covid nel Padovano. Angela Benedetti di Levada è la prima vittima piombinese, aveva 89 anni: è morta domenica sera all’ospedale di Cittadella.

Era ricoverata da lunedì 14 settembre, mentre il marito Bruno Marcato già da due giorni prima era stato portato all’ospedale di Camposampiero nel reparto di rianimazione. Ricoverato anche il figlio, mentre la famiglia - come prevede il protocollo - è a casa in quarantena.

I familiari stanno cercando di ricostruire le cause del contagio: «Inspiegabile», racconta la figlia Graziella, «come i miei genitori siano venuti a contatto con il virus, sono sempre stati scrupolosi al massimo. Anzi, proprio per questo, avevamo prorogato al prossimo anno la festa del compleanno di papà che ha compiuto 90 anni».

Angela era informatissima sul Covid: ogni giorno, dallo scorso mazo, ascoltava puntualmente i bollettini quotidiani, e si proteggeva sempre con la mascherina. Le morti di Bergamo della scorsa primavera l’avevano profondamente turbata, come è accaduto a tutti gli italiani. Donna solare e generosa, lascia un vuotto nella famiglia e nella comunità.

«E pensare», racconta sempre la figlia Graziella, «che mamma è salita in ambulanza con le proprie gambe, salutando tutti e con il pensiero fisso del papà che stava peggio. In realtà lei, che in questi mesi ha sempre seguito il decorso della pandemia, non era tranquilla, anche il suo saluto a stato diverso».

I medici di Cittadella hanno tracciato fin da subito un quadro complicato: polmoni compromessi. Hanno deciso di evitare il trasferimento in Terapia Intensiva: «Mamma capiva tutto», riprende Graziella, «mercoledì sera ha invitato l’infermiera di mandare a tutti noi figli un messaggio straziante “Vi ho sempre voluto tanto bene” con un cuore rosso al termine delle parole». Angela ha combattuto fino a domenica sera e in solitudine se ne andata: proprio per umanizzare questi momenti l’Azienda Ospedaliera di Padova sta lavorando a un protocollo che consenta l’ingresso in reparto ai parenti dei malati gravi.

La situazione generale di salute di Angela negli anni era sempre stata buona. Originaria di Levada, abitava in Via Malcanton, fin da giovanissima età ha fatto la sarta, lavorava presso la sartoria familiare Carpelli del paese e poi in altre piccole fabbriche di abbigliamento e in famiglie del suo paese specializzate in lavori di sartoria conto terzi. Con Bruno si era sposata l’11 febbraio 1956, abitando dapprima in Via Munaron, poi a Badoere, prima di costruirsi l’attuale abitazione e ritornare nel proprio paese nel 1962. Fra le sue molteplici qualità, la sua grande generosità. Lascia il marito Bruno ed i figli Lucia, Giuliana, Graziella e Gianni ed i suoi adorati nipoti. In suo suffragio verrà celebrata una messa in ricordo. 

 

Pubblicato su Il Mattino di Padova