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Paso, addio commosso tinto d’azzurro La moglie: «Ciao mio gigante buono»

In 500 al palasport per salutare la bara di Michele avvolta nel tricolore. Presenti molti big del volley

Stefano Edel / PADOVA

Piove.

«Anche il cielo non smette di versare le sue lacrime», commenta una signora prima di entrare nel palasport, teatro per un pomeriggio di un evento insolito: la celebrazione di un funerale. Un rito a cui nessuno avrebbe immaginato di presenziare, ma al quale assisteranno alla fine poco più di 500 persone, nel rispetto delle normative anti-Covid. Sono tutte qui per “Paso”, che se n'è andato in silenzio giovedì scorso, stroncato da un tumore al pancreas in soli 5 mesi. Michele Pasinato, “Paso” appunto, aveva solo 52 anni e la sua scomparsa ha lasciato sconcertati tutti quanti lo conoscevano, oltre al mondo del volley nel quale era cresciuto e si era imposto, sino a diventare campione del mondo con gli azzurri a Tokyo nel 1998. Impossibile dimenticarlo, com'è impossibile non associarlo al titolo di recordman nella regular season della Serie A, con 7.031 punti ottenuti in 280 partite.

LA RETE CON I MESSAGGI E “I FENOMENI”

All'ingresso della Kioene Arena è stata stesa una rete di volley sulla quale chi vuole può lasciare un messaggino o una testimonianza e, quando le esequie hanno inizio, se ne contano già un bel po'. Ma lo sguardo corre più avanti, a cercare i volti noti di quella “Generazione di fenomeni” che aveva mandato in estasi milioni di italiani con le sue imprese. Intorno alla moglie Silvia, ai figli Edoardo e Giorgio, alla mamma Mariangela, ai fratelli Raffaello e Cinzia, alla suocera e ai nipoti si sono ritrovati in tanti, guidati dall'ex Ct argentino Julio Velasco e dal suo vice Angelo Frigoni. Ci sono Bernardi e Papi, Fei e Sartoretti, De Giorgi e Tofoli, Bracci e Cantagalli, Lucchetta e Zlatanov, Gravina e Galli, Giani, Martinelli e Pippi, oltre a Tovo, Vianello, Basso e Franceschi. Con loro l'ex presidente di Padova Maurizio Sartorati, e gli attuali Giancarlo Bettio e Fabio Cremonese. La bara entra, avvolta nel tricolore e su di essa sono stese la maglia della Nazionale con il 15 e quella del Charro Padova con il 13, i numeri che Michele aveva scelto in carriera. Il parterre è pieno o quasi, in curva ci sono amici e tifosi del “Paso”. La diretta di Tv7 Triveneta consente a chi non ha potuto partecipare di seguire tutto ugualmente.

LA SUA SECONDA CASA E QUEL PRATO...

Don Gianluca Bassan è il parroco di Voltabarozzo, dove risiedono i Pasinato, e nel cui cimitero vecchio oggi verrà tumulata la salma. Al fianco ha don Celestino e don Piero, i predecessori, e don Luca, ex pallavolista convertitosi poi alla vita clericale. Conoscevano tutti bene Michele, “uomo schivo e riservato, ma protagonista e cuore del volley di questa città”, sottolinea il celebrante. “Quando ha smesso di giocare, lui che aveva collezionato più di 250 presenze con la Nazionale, non ha voluto ostentare il suo passato glorioso, ma si è messo a disposizione per allenare i ragazzi. Dobbiamo esserne orgogliosi: qui, nella Pallavolo Padova, aveva la sua seconda famiglia, è stato un padre per molti”. Commoventi i messaggi del primogenito Edoardo e della moglie. “Campione lo sei sempre stato, ma per me eri molto di più”, le parole del figlio. “I litigi tra di noi non sono mancati, ma di fondo c'erano stima e reciproco rispetto. Te ne sei andato senza clamore, hai perso la partita più difficile ma in modo dignitoso, dando il 120% di te stesso”. “Amavi la montagna e ora ti voglio immaginare in un prato bellissimo, a giocare a green volley, con Bebeto (grande allenatore brasiliano mancato nel 2018, ndr) in panchina. Tu ed io eravamo come pane e burro, ora il pane non c'è più. Ciao gigante buono”, l'addio della consorte.

LA PROMESSA DELL'ASSESSORE

Infine, l'assessore allo Sport Diego Bonavina promette che “qualcosa faremo per ricordarlo. Non so se gli intitoleremo il palazzetto o una delle tribune, ma non possiamo dimenticare un grande atleta, che ha portato il nome di Padova in tutto il mondo”. Un lungo applauso e la scritta “Ciao Paso” sui maxischermi rappresentano l'atto conclusivo prima dell'uscita del feretro. Michele continua a vivere nel cuore di tutti. —

Pubblicato su Il Mattino di Padova