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Ammazza la figlia in strada il giorno del suo compleanno e si uccide. La lite per le sue nozze con la badante

Tragedia familiare in via Palù: l’anziano ha usato una pistola contro la figlia e poi l’ha rivolta verso di sé. Motivi che covavano per vecchie ruggini economiche col marito della donna

RUBANO. Vecchie ruggini mai sopite hanno spinto un padre di 88 anni a partire da Monfalcone dove viveva, per raggiungere Sarmeola di Rubano dove risiede la figlia sessantenne. Aveva la pistola in tasca, dopo un breve litigio l’ha uccisa a bruciapelo e si è sparato pochi istanti dopo. L’ennesima tragedia familiare si è verificata ieri alle 12.25 in via Palù 72. Stellio Cerqueni, nato in Slovenia, è partito dal comune goriziano e ha raggiunto Padova in treno. Dalla stazione con il taxi si è fatto portare nell’abitazione della figlia che proprio ieri compiva 60 anni.

L’anziano, arzillo e determinato nonostante la sua età, suona al campanello ma la figlia Dorjana Cerqueni non gli apre. Ma lo raggiunge fuori dal cancello, forse pensa che il padre che non sentiva da tempo e con il quale i rapporti si erano incancreniti irrimediabilmente, voglia farle gli auguri. Cosa si dicono non si sa e non si saprà mai visto che nessuno ha sentito. In casa con lei c’era il marito, Galdino Nicoletti, 81 anni, con problemi di deambulazione e il figlio di primo letto dell’uomo, Paolo.

Tre colpi di revolver

Padre e figlia parlano per qualche istante, poi lui estrae un revolver calibro 38 che deteneva regolarmente e fa fuoco. Le spara da distanza ravvicinata due proiettili che colpiscono la donna all’addome. Poi si spara al petto subito dopo. Entrambi muoiono subito sul ciglio della strada all’incrocio tra via Valli e via Palù

. La prima a chiamare i soccorsi è una automobilista di passaggio. Sul posto arrivano le ambulanze e i carabinieri della stazione di Sarmeola di Rubano, della sezione Operativa della Compagnia di Padova e del nucleo investigativo del Comando provinciale. Poco dopo giunge a Sarmeola anche il pubblico ministero Roberto Piccione per coordinare gli accertamenti.

La pistola e le due salme sono sotto sequestro in attesa di eventuali accertamenti della procura. Vengono sentiti i familiari di Dorjana e si delinea la situazione conflittuale che c’era tra padre e figlia. Vecchie ruggini risalenti a più di trent’anni fa. E poi ci sono anche le nozze con la badante molto più giovane.

I moventi del delitto

Cosa ha spinto Stellio Cerqueni a fare fuoco sulla figlia resterà un mistero. Ma si possono fare delle supposizioni. Negli anni ’80 Stellio e Galdino si conoscono e decidono di provare una attività imprenditoriale. Aprono in società un supermercato a Cervignano del Friuli che vendeva anche mobilio.

Gli affari però non vanno bene e dopo pochi anni il supermercato viene chiuso. Tra i due ci fu una lunga diatriba anche economica.

Successivamente la figlia Dorjana sposa proprio l’ex socio di suo padre, un fatto che il genitore non ha mai del tutto sopportato. Si tratta di una ipotesi che però risulta attendibile. Come può il padre dopo decenni non aver accettato questa unione?

Poi c’è anche il fatto che Stellio da qualche tempo si è sposato con la sua badante. Anche se i due non si sentivano da anni, lei potrebbe averlo saputo e ieri la discussione essersi accesa proprio su questo argomento.

Certo che sulla premeditazione dell’omicidio c’è ben poco dubbio. Con la pistola in tasca era partito dal Friuli con le idee chiare. Dorjana aiutava prima il marito e poi il figlio Paolo nella conduzione dell’azienda di famiglia, il mobilificio Nicoletti. Un’attività molto conosciuta in zona, una garanzia da decenni con vasta esposizioni proprio dietro all’abitazione di via Valli.

Dorjana e Galdino avevano avuto un figlio, Michele, neo medico, mentre la donna aveva cresciuto anche i figli che Galdino ha avuto con la prima moglie, morta in giovane età: Paolo, Federica e Chiara. Ieri in paese c’era incredulità e sgomento per quanto successo, lei era una persona benvoluta e stimata. —

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Pubblicato su Il Mattino di Padova