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Uccide la moglie e tenta il suicidio, il dramma del figlio: «Forse mio padre ha agito per amore. È un gesto che fatico ad accettare»

L’anziano migliora in ospedale, potrebbe essere interrogato già domani. Ora i familiari puntano sul suo recupero psicologico

CADONEGHE. «Un gesto d’amore che fatico ad accettare, si può ipotizzare che mio padre sia stato spinto dal troppo amore per la mamma per compiere un gesto così terribile». Domenica, ora di pranzo, Davide Bosello apre il cancello della casa di via Frattina a Bragni di Cadoneghe anticipato dall’abbaiare del cagnolino di famiglia che esce in cortile festoso e pronto a giocare. Il clima non è quello della festa però. «Posso ipotizzare che papà abbia agito per non vederla più soffrire, ma non sono nella sua testa e quindi il mio è un azzardo. Sono davvero molto provato da tutto quello che è successo».

Sabato all’alba nella villetta di Bragni Ferruccio Bosello, 84 anni ha soffocato la moglie Natalina Milani, 81 anni e poi ha tentato di togliersi la vita. Non riuscendo nel suo intento. Un gesto che viene ricondotto all’indissolubile legame che c’era tra di loro. Da tre anni la moglie non era più lei, compromessa dall’Alzheimer che ormai la faceva vivere come un automa. Allettata con le piaghe da decubito. Questa sofferenza doveva finire, così potrebbe aver maturato nella sua mente Ferruccio.

La ricostruzione

«Quando la mia compagna Patrizia è scesa ha trovato il papà insanguinato che aveva provato a farla finita con dei coltelli, poi abbiamo scoperto la mamma senza vita in camera. È stata una scena straziante». Davide difficilmente dimenticherà quella scena, come ha ricordato ai carabinieri del reparto operativo intervenuti, Ferruccio aveva gli occhi aperti, le ferite sanguinavano con i coltelli infilzati e si lamentava.

Natalina era immobile, con ogni probabilità già morta. Subito sono stati chiamati i soccorsi, anche se per la donna non c’è stato nulla da fare. Ora Ferruccio è fuori pericolo anche se non avrebbe mai rischiato la vita da quanto hanno riferito i sanitari. Non è ancora nelle condizioni di essere interrogato, se ne riparlerà domani o forse i giorni successivi. Resta sempre piantonato in ospedale con l’accusa di omicidio volontario così ha deciso il pubblico ministero titolare dell’inchiesta Marco Peraro.

Il risveglio del padre

«Ferruccio si è svegliato e sta meglio, ora cercheremo di affrontare i problemi assieme». Il figlio Davide sa bene che bisognerà cercare di recuperare il papà dopo il suo gesto. Non sarà facile ma in questo ci sarà l’aiuto di tutti. «Per qualsiasi cosa io ci sono e nostri servizi sociali sono a disposizione» assicura il sindaco Marco Schiesaro «È una tragedia, ma cerchiamo per quanto possibile di essere vicino alla famiglia.

Ferruccio vedeva soffrire la moglie e non riusciva più a sostenerlo. Non voleva più assistere a tanta sofferenza. Gli era stato spiegato che forse la moglie, in preda ai sintomi della malattia, non percepiva nulla. Ma lui le voleva troppo bene e non lo accettava». Il funerale non è ancora stato fissato e non lo sarà prima dell’effettuazione dell’autopsia. Dovrebbe tenersi nella chiesa di San Bonaventura».

Pubblicato su Il Mattino di Padova