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Giornalista e ciclista, addio a Livio Fornasiero, la grande penna del pedale padovano

Storico cronista sportivo, da giovane aveva sfiorato il professionismo. Viveva a Battaglia Terme ma era nativo di Este. Per anni collaboratore del mattino di Padova

ESTE. Livio era l’enciclopedia vivente del ciclismo padovano. Dalla sua rubrica “Cicloamatori”, pubblicata per anni nel nostro quotidiano, ha raccontato il mondo delle dueruote con i suoi risultati, le sue storie, i volti dei campioni e soprattutto dei tanti dilettanti che ogni giorno pedalano alla ricerca di un risultato. Senza perdere una gara, senza sbagliare un nome e soprattutto comunicando sempre con grande sincerità l’amore per il ciclismo e per l’informazione.

SFIORATO IL PROFESSIONISMO

Livio Fornasiero, nativo di Este ma da anni residente a Battaglia Terme, è mancato ieri mattina a 75 anni, all’Oic della Mandria: come quando saliva in sella alla sua bici, Livio ha pedalato con vigore e determinazione fino all’ultimo.

D’altra parte, l’amore per il ciclismo nasce proprio sul campo: Livio era stato a un passo dal professionismo quando indossava la maglia di dilettante della squadra di Meggiaro, a Este, guidato da Romano Bongiorno e Orlando Pegoraro, amici di sempre. La necessità del lavoro e l’impegno nel costruirsi la famiglia hanno fatto sì che lo sport, per lui, rimanesse sempre e solo una grande passione.

Ha cambiato varie società, distinguendosi sempre per determinazione e carica sportiva. Anche da “maturo”, non ha mai smesso di pedalare: tra i vari premi, più volte è diventato campione provinciale e regionale tra i giornalisti. È stato appassionato pure di ciclocross (ha corso con la Mobili Alberti di Bresega di Ponso), oltre ad aver fatto per anni il giudice di gara, divenendo pure presidente provinciale di categoria per l’Udace. Non c’era gara in giro per il Veneto in cui Livio non avesse prestato il suo prezioso servizio.

GIORNALISTA PER CINQUANT’ANNI

A fine anni ’60, ecco l’incontro con il giornalismo: non si contano le riviste (anche quelle nazionali) e i siti su cui l’atestino ha posto la sua firma. Intensa la collaborazione con i quotidiani locali, anche se la sua creatura più apprezzata resta la rubrica “Cicloamatori” per anni pubblicata ne il mattino di Padova, appuntamento settimanale per tutti gli appassionati.

I ritagli degli articoli prodotti negli anni, e custoditi gelosamente nella sua abitazione di Battaglia Terme, rappresentano una memoria storica unica del ciclismo padovano. Un tesoro che la sua famiglia saprà certamente conservare e valorizzare.

IL “CASOIN” DI FAMIGLIA

Professionalmente, Livio ha cominciato a lavorare nel “casoin” di Motta d’Este dei genitori, uno degli ultimi della Bassa padovana. Per il tutti era il “casoin da Ruffino”: papà Guido, il titolare del negozio, è scomparso lo scorso gennaio a 95 anni, dopo aver contratto il Covid. Dopo aver dato una mano nel negozio di famiglia, Livio era passato a prestare servizio nei supermercati, anche e soprattutto per la crisi dei negozi di quartieri. Era in pensione da quindici anni.

LA SCOMPARSA DELLA MOGLIE

Il 21 febbraio 2020, nel giorno dello scoppio della pandemia in Veneto, il 75enne aveva perso la moglie Franca, alla quale era legatissimo. Vivere il lutto con tutti i limiti dell’emergenza nazionale è stato molto duro. Sei anni fa Livio aveva scoperto un tumore al fegato e aveva dovuto affrontare anche i postumi di una peritonite.

I figli hanno fatto di tutto per garantirgli sostegno, cure, affetto. L’addio al giornalista e sportivo sarà domani alle 10.30 nella chiesa parrocchiale di Battaglia Terme, mentre stasera in chiesa sarà recitato il rosario alle 18. Livio Fornasiero lascia i figli Mauro, Paolo e Massimo, la sorella Eleonora e il cognato Attilio.

Alla famiglia le sincere condoglianze della redazione de il mattino di Padova e dei tanti colleghi che hanno lavorato con Livio.

Pubblicato su Il Mattino di Padova