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Si ammala di Covid e rifiuta le cure: dipendente del Comune di Padova trovato morto in casa

Sono stati i vicini di casa a dare l’allarme, da un po’ non lo sentivano più tossire: i soccorritori sono arrivati e hanno trovato Marco Grasso, 46 anni, riverso a terra, senza vita

PADOVA.  Ha preso il virus e ha rifiutato le cure mediche. Forse era convinto di poter gestire il Covid da casa, tanto da rinunciare al ricovero nel momento in cui le sue condizioni sono diventate critiche. È morto così Marco Grasso che avrebbe compiuto 47 anni il prossimo 12 dicembre; era stato vaccinato con la seconda dose ad agosto. È stato trovato senza vita nel suo appartamento di via Ronto 20, a Salboro. Una morte per certi aspetti inspiegabile; non è ancora accertato se l’uomo avesse altre patologie oltre al Covid.

la malattia

Il 46enne era impiegato nel settore Mobilità del Comune di Padova. Figlio unico e con una mamma ottantenne, pensava probabilmente di essere in grado di curare il virus nel caso in cui l’avesse contratto. All’inizio della settimana scorsa Marco Grasso ha iniziato ad accusare i primi sintomi. Si è sottoposto a tampone ed è risultato positivo. Al lavoro non aveva detto di essere ammalato ma si era messo in ferie da giovedì. Venerdì, quando le sue condizioni hanno iniziato ad aggravarsi, un’amica ha deciso di chiamare il 118. Un’ambulanza è arrivata nell’appartamento al secondo piano del complesso condominiale di via Ronto 20.

Il rifiuto delle cure

I sanitari che hanno visitato Grasso avevano tutta l’intenzione di portarlo all’ospedale dove sarebbe stato ricoverato. Ma lui ha preferito rimanere a casa, rifiutando ogni tipo di cura. Sabato la situazione è probabilmente precipitata. I vicini di casa raccontano di un “rantolo continuo”, interrotto solo dai colpi di tosse. Domenica, gli stessi vicini che lo sentivano star male in base ai rumori provenienti dal suo appartamento, non hanno più udito volare una mosca nell’abitazione di Marco Grasso. Verso le 17. 30, preoccupati, hanno deciso di chiamare il 118.

la morte

I sanitari sono arrivati, hanno suonato e risuonato al campanello del 46enne ma senza ottenere alcuna risposta. A quel punto sono intervenuti i vigili del fuoco e la polizia. È stata aperta la porta ed è stata fatta la tragica scoperta. Marco Grasso era in camera da letto, morto. È stato stroncato da un arresto cardiocircolatorio. Sopra il tavolo del soggiorno sono stati trovati farmaci da banco per curare l’influenza. La salma dell’uomo è stata messa a disposizione dei familiari. Saranno eventualmente l’Usl o l’azienda ospedaliera a procedere con l’esame autoptico a fini diagnostici. Intanto per precauzione l’amministrazione comunale ha deciso che tutti i lavoratori a contatto con lui fino a mercoledì siano messi in smart working.

il profilo

Marco Grasso, da diversi anni impiegato nel settore Mobilità del Comune di Padova, viveva da solo in via Ronto, a Salboro. Aveva acquistato il suo appartamento lo scorso luglio. Spesso andava a trovare la mamma, Rita, che abita in via Piovese e ogni tanto passava a trovarlo un’amica. I vicini lo ricordano uscire la mattina presto e rientrare verso sera. Tutti sapevano che era a casa in quarantena, ma nessuno si sarebbe aspettato un epilogo tanto tragico. 

Pubblicato su Il Mattino di Padova