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È morto il giovane travolto da un’auto sotto il cavalcavia Dalmazia

Stava percorrendo in bici la strada del cavalcavia. L’uomo, che viveva all’Arcella, è deceduto a distanza di giorni

PADOVA. Non ce l’ha fatta Ebodaghe Blessed, il nigeriano di 30 anni travolto da un’auto mentre in sella alla sua bici stava correndo ai piedi del cavalcavia di via Dalmazia, lato Arcella.

L’uomo, nell’urto, aveva riportato lesioni molto gravi e i medici si erano riservati la prognosi. Purtroppo Blessed non ce l’ha fatta ed è deceduto a distanza di alcuni giorni dall’accaduto. L’uomo viveva all’Arcella e quella sera stava evidentemente tornando a casa.

L’incidente risale al 20 dicembre scorso: verso le 18.30, complice anche la nebbia, una Toyota Avensis aveva travolto il ciclista. Sul posto erano arrivati i sanitari del Suem che avevano prontamente soccorso il ferito e gli agenti della Polizia Municipale per compiere i rilievi.

In sella ad una bicicletta da donna c’era il nigeriano. L’auto che ha travolto la bicicletta era guidata da un marocchino di 39 anni, padovano, risultato negativo all’alcoltest.

Gli agenti della polizia locale hanno condotto le indagini per ricostruire la dinamica, cercando di capire se il ciclista stesse viaggiando al margine della carreggiata o se si trovasse in centro alla stessa, magari mentre era impegnato in un attraversamento.

Quel che è certo è che l’uomo ha sfondato il parabrezza dell’auto prima di finire rovinosamente a terra.

L’automobilista avrebbe detto agli agenti di aver visto il ciclista solo all’ultimo momento e di non essere riuscito ad evitarlo.

Il nigeriano Blessed era stato portato subito all’ospedale di Padova con un grave politraumatismo ed era stato sottoposto a diversi esami radiografici. I medici si erano riservati la prognosi: decisive, avevano spiegato, si sarebbero rivelate le ore immediatamente successive per capire l’evolvere della situazione. La bicicletta - che nell’urto si era accartocciata - e l’auto erano sono state poste sotto sequestro per permettere ulteriori accertamenti. 

Pubblicato su Il Mattino di Padova