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Padova, addio ad Alessandro Manzella, da 33 anni inchiodato su una sedia a rotelle per una meningite

Si è spento in terapia intensiva a causa di una crisi respiratoria. La mamma: «Mio figlio è stato un esempio eroico di tenacia e di amore per la città»

PADOVA. Se n’è andato senza disturbare nessuno, com’era stato per gran parte della sua vita. È morto Alessandro Manzella, da 33 anni inchiodato in sedia a rotelle o su un letto con macchina respiratoria, a causa di una meningite.

Aveva 12 anni, l’età più bella, quando il morbo lo aveva colpito. Da quel momento solo una camera aveva rinchiuso il suo mondo. Eppure, come ricordano in molti, sorrideva.

Si è spento in terapia intensiva a Padova, città in cui abitava, nel quartiere dell’Arcella, assieme ai genitori e al fratello. Fatale una crisi respiratoria, l’ultima e l’unica a cui la sua tenace voglia di vivere non ha resistito.

La mamma, disperata, ha chiesto che il figlio venga additato come un "esempio eroico di tenacia e amore per la città di Padova”.

La famiglia Manzella aveva chiesto a lungo aiuti per il figlio. Le istituzioni però, secondo i genitori di Alessandro, non sono in grado di prendersene cura. «Si era arrivati al punto - raccontò una volta Antonio Manzella - che nostro figlio aveva bisogno di un'iniezione e l'infermiere di turno, seppur chiamato dal medico di guardia, si è rifiutato di venire qui».

Per la famiglia veneta si era mossa anche “Sicilia aiuta” un’associazione catanese che aiuta persone in stato vegetativo ed in grave stato di disabilità. «E' una situazione insostenibile - raccontò il presidente dell’associazione, Pietro Crisafulli - e poi parlano di eccellenza veneta. Dov'è l'assistenza tanto decantata?».

I funerali saranno celebrati martedì 1 febbraio alle 15:30 nella chiesa dell’Arcella vicino alla sua casa.

Tante personalità erano state vicine ad Alessandro. Come Claudio Baglioni: ecco il suo post su facebook. Cliccate per leggere le reazioni.

Pubblicato su Il Mattino di Padova