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Un calciatore promettente e un valido muratore: ecco chi erano i fratelli annegati nel Piave

Il dolore del padre: «Ero al lavoro, ho trovato 12 chiamate sul cellulare e ho capito che era successo qualcosa di grave

SAN BIAGIO. «Bassirou, 18 anni, avrebbe iniziato a lavorare martedì, aveva fatto uno stage e lo avevano preso per lavorare tutta l’estate. Poi da settembre avrebbe ricominciato gli studi al Centro Edilizia Treviso. Fallou, 14 anni, aveva appena finito la seconda media, giocava a calcio e sognava di entrare nel Venezia. Erano due bravi ragazzi.

Ora non ci sono più: sono un padre disperato, cerco sostegno nella preghiera». Abdoulaye Bop affronta il dolore per la perdita dei suoi due figli, annegati lunedì pomeriggio nel Piave, con il conforto del Corano e con una fiera compostezza: «Sono musulmano e la nostra religione ci insegna ad accettare il destino che dio ha voluto per noi».

Le preghiere della comunità

Nel loro appartamento a Sant’Andrea di Barbarana risuonano dalla televisione le parole dei sacri testi dell’Islam e ci sono tanti amici della comunità senegalese, che offrono la loro vicinanza. In casa c’è anche il fratello Saliou, di 16 anni, testimone dell’incidente, le due figlie minori e la madre Tall Deguene. Il padre, 60 anni, originario di Touba, in Italia da 32 anni e impegnato come operaio alla Surface Design di Lancenigo, ripercorre quel drammatico pomeriggio: «Ho fatto il turno dalle 6 alle 14 e poi un breve riposo. Ho salutato i miei figli, mi hanno detto che sarebbero andati lungo il Piave. Prima Bass (questo il nomignolo di Bassirou, ndr) era andato a Ponte di Piave per informarsi sulle pratiche per la patente. Li ho salutati per l’ultima volta. Poi dopo la preghiera, attorno alle 17.30, ho avuto la telefonata e sono andato sul posto». 

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La comitiva di amici era formata da cinque persone, a sostenere il padre in questo difficile momento c’è anche Badiane Serigne, un amico di famiglia, padre di uno dei ragazzi che erano con i tre fratelli: «Mio figlio» racconta «dopo che Bass è andato a cercare di aiutare il fratello più piccolo in acqua, ha immediatamente chiamato i soccorsi, poi è stata avvisata mia moglie. In quel momento ero a lavoro, quando ho visto che c’erano 12 chiamate non risposta sul mio telefonino ho capito che era successa una tragedia, ma non immaginavo niente di simile».

Raccolta fondi

Bop con la moglie e i figli si era trasferito quattro mesi fa nelle case popolari di piazza pio X, nella frazione di Sant’Andrea di Barbarana, proprio a due passi dal fiume. «Non ci andavano spesso» spiega il padre, «era capitato tre o quattro volte, di solito andavano nella zona vicino al ponte, ma forse lunedì c’era poca acqua e hanno cercato un’altra zona». In procura a Treviso sarà aperto un fascicolo senza ipotesi di reato, le autorità al momento non sono orientate a disporre alcuna autopsia. La volontà dei familiari è quella di rimpatriare le salme il prima possibile, il legame dei due ragazzi, entrambi nati a Treviso, con il loro paese d’origine era ancora molto forte: «Sono nati a Treviso» spiega il padre «ma abbiamo voluto che da piccoli crescessero in Senegal, frequentassero le nostre scuole e praticassero la nostra religione». Ieri si è svolto un incontro in comune con il sindaco Alberto Cappelletto per gli aspetti amministrativi di questo passaggio. 

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«Tutta la nostra comunità è in lutto» ha commentato il primo cittadino di San Biagio «perché malgrado fossero arrivati a San Biagio non da molti anni si erano da subito ben integrati». Non solo a San Biagio, dove il fratello maggiore era velocista della locale squadra di atletica, ma anche a Roncade, dove Fallou giocava nei giovanissimi dell’Asd La Ronca. «Abbiamo deciso di lanciare una raccolta fondi per aiutare la famiglia Bop nel rimpatrio delle salme» spiega il presidente della squadra di calcio di Roncade, Mauro Guerra «Fallou giocava con noi dal 2019 (prima era nel calcio San Biagio, ndr) era un ragazzo promettente, gentile, educato, questa ennesima disgrazia che colpisce la nostra società ci lascia senza parole».

Pubblicato su Il Mattino di Padova