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West Nile, due nuovi casi nel Padovano: un altro anziano ricoverato con encefalite

Salgono a cinque i contagiati in pochi giorni, di cui tre gravi. Il 72enne è giunto  in via Giustiniani con un quadro particolarmente complesso, dovuto a un improvviso peggioramento neurologico che ha portato al ricovero d’urgenza. La diagnosi ha quindi confermato la presenza di un’encefalite virale

PADOVA. Adesso i casi di encefalite da West Nile nel Padovano sono tre in pochi giorni, di cui uno, come noto, letale. È del 17 luglio sera, infatti, la notizia di un nuovo paziente ricoverato, questa volta in Azienda Ospedale Università, in condizioni gravi. Si tratta di un uomo di 72 anni originario della zona di Anguillara Veneta.

UN QUADRO PREOCCUPANTE

Salgono così a cinque le persone che risultano contagiate da West Nile da inizio luglio: tre con un quadro serio, di encefalite – oltre al 72enne dell’Azienda, un 73enne ricoverato a Schiavonia ora in via di recupero e l’83enne deceduto qualche giorno fa nella Geriatria di Piove di Sacco – e due asintomatiche. In quest’ultimo caso si tratta di donatori di sangue.

In virus è stato riscontrato infatti ieri anche in un 40enne della Bassa asintomatico, intercettato nell’ambito dei controlli di routine stabiliti, appunto, per i donatori di sangue.

A questi, si aggiunge il caso di un 82enne di Teolo ricoverato giorni fa in Azienda Ospedale Università con un’encefalite causata, questa volta, dal Virus Toscana, conseguente alla puntura di un pappatacio. Anch’egli è in miglioramento.

IL NUOVO CASO

Il 72enne è giunto ieri in via Giustiniani con un quadro particolarmente complesso, dovuto a un improvviso peggioramento neurologico che ha portato al ricovero d’urgenza. La diagnosi ha quindi confermato la presenza di un’encefalite virale: a quel punto le tempestive indagini microbiologiche hanno permesso di individuarne l’origine.

L’uomo è stato quindi ricoverato in Terapia Intensiva Neurochirurgica, unità ad alta intensità di cura dedicata ai pazienti critici affetti da patologie neurologiche. Qui le sue condizioni sono state stabilizzate. «È importante rivolgersi con sollecitudine al proprio medico e, se necessario, alle strutture ospedaliere nel caso compaiano sintomi come forte febbre, mal di testa, disorientamento, intorpidimento e calo della vista» sostiene la dottoressa Marina Munari, direttrice della Terapia Intensiva Neurochirurgica dell’Azienda Ospedale Università «una diagnosi tempestiva aumenta la possibilità di cure efficaci, limitando gli effetti del virus, Il contagio da West Nile» precisa «come molte delle febbri estive, solitamente non comporta particolari rischi. La maggior parte dei pazienti, quattro su cinque, è asintomatico. Uno su cinque sviluppa febbre, cefalea e artralgia, ma in alcuni rari casi può svilupparsi un’encefalite con compromissione del sistema nervoso centrale».

NUOVE INDAGINI

Intanto, proseguono gli accertamenti sul 62enne ricoverato in gravi condizioni in Terapia Intensiva a Piove di Sacco: gli esami di approfondimento svolti fin qui sembrerebbero escludere un’encefalite da West Nile. L’uomo è stato quindi sottoposto a ulteriori di esami di laboratorio per poter escludere in via definitiva che si tratti del virus veicolato dalle comuni zanzare. I risultati sono attesi per oggi. Ieri, inoltre, è stata eseguita anche l’autopsia sull’83enne deceduto qualche giorno fa a Piove di Sacco con encefalite e riscontro di positività per West Nile: il referto anatomopatologico dovrebbe essere disponibile già oggi.

I VERTICI

Intanto, il 17 luglio al Dipartimento di Prevenzione dell’Euganea si è riunito il Gorr - Gruppo Operativo Risposta Rapida aziendale per le emergenze in sanità pubblica per fare punto situazione. L’incontro ha visto la partecipazione di un team multidisciplinare composto da medici, veterinari, assistenti sanitari, tecnici della prevenzione, epidemiologici, oltre a un consulente entomologo: il Gorr ha fatto sintesi della situazione attuale e definito gli argomenti che verranno discussi oggi al tavolo provinciale Arbovirosi. Convocata per la mattina del 18, infatti, la riunione a cui parteciperanno una rappresentanza di sindaci, Provincia, consorzi di bonifica e personale dell’Euganea. Verosimile, a questo punto, che sul territorio vengano adottate nuove misure di contenimento del virus.

Le indagini effettuate fin qui rivelano una presenza significativa del West Nile nelle zanzare. —

Pubblicato su Il Mattino di Padova