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Schianto di notte sul ponte dell’Unione a Chioggia. Chi era Riccardo Ranzato, la vittima di 31 anni

Il giovane era in sella al suo TMax, distrutto nell’impatto con un camion appena uscito dal mercato ittico

CHIOGGIA. Uno schianto tremendo, in piena notte, alle 3. 40, tra uno scooter e un furgone, è costato la vita a Riccardo Ranzato. Artigiano nell’azienda di famiglia, originario di Monselice, avrebbe compiuto 32 anni il 24 agosto. Una scena impressionante quella che si è presentata ai primi soccorritori, sul ponte che da via Roma si innesta con l’Isola dell’Unione. Rottami sparsi ovunque, lo scooter T-Max praticamente disintegrato.

Il telaio da una parte, prima dell’inizio della ciclabile, una ruota più avanti di parecchi metri. A terra, sopra il marciapiede sul lato nord, il corpo privo di vita di Riccardo, che aveva passato la serata tra amici, nei locali di Sottomarina, prima di rientrare a casa. Sulla corsia opposta il furgone centrato in pieno dalla moto, un Mercedes Sprinter della ditta “Gold Fish” , condotto da P. N. di Rosolina, appena uscito dal mercato ittico, distante nemmeno un chilometro.

Tra i primi ad accorrere anche il sindaco Mauro Armelao, che stava ispezionando i lavori al ponte girevole sul canale San Domenico. È stato lui a dare l’allarme, a chiamare i soccorsi. Sul posto ambulanza e auto medica, ma per il povero Riccardo non c’era proprio nulla da fare: ai sanitari del 118 non è rimasto che constatarne il decesso. I rilievi sono stati affidati alla polizia locale, alla pattuglia reperibile in questi casi e la dinamica è ancora al vaglio delle forze dell’ordine.

Da una prima ricostruzione dei fatti i due mezzi hanno avuto uno scontro semi frontale, anche se ovviamente ad avare la peggio è stato il motociclista. Lo scooter, in sella al quale c’era Riccardo Ranzato, stava viaggiando in direzione di Chioggia e proveniva da via Roma, a Sottomarina, mentre il furgone stava sulla corsia opposta in direzione di Sottomarina.

Una volta imboccata la rampa del ponte, in fase discendente per il furgone, la moto di Ranzato ha centrato nella parte anteriore sinistra il Mercedes che, nell’impatto, ha addirittura rotto l’asse della ruota. La moto, invece, forse per la velocità sostenuta, si è letteralmente sbriciolata, volando oltre il dosso del ponte, per poi sbattere contro la ringhiera all’altezza del molo dove sono ormeggiati i natanti della Raffaello Navigazione. L’impatto non ha lasciato scampo al giovane che è morto sul colpo, mentre l’autista del furgone, rimasto incolume, è rimasto per alcune ore sotto choc.

Dai rilievi della polizia locale lo scontro tra i due mezzi è avvenuto nella corsia che stava percorrendo lo scooter, quindi bisognerà capire se e per quale ragione il furgone avesse almeno in parte invaso la corsia opposta. Probabilmente saranno i filmati delle telecamere di videosorveglianza a chiarire esattamente la dinamica dell’incidente e se uno dei due mezzi avesse invaso la corsia opposta.

È questo, il terzo incidente mortale sulle strade cittadine in meno di due settimane. Una strage che continua nonostante le raccomandazione delle istituzione. Riccardo Ranzato lascia i genitori, un fratello più giovane e tanti amici che, anche in quella serata, avevano passato molte ore in compagnia del suo sorriso.

Pubblicato su Il Mattino di Padova