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Postumia, la strada killer dell’Alta Padovana: sette vittime in meno di due mesi

Il sindaco di San Pietro in Gu: «L’Anas ha competenza sull’arteria ma con il prefetto stiamo valutando valide soluzioni»

SAN PIETRO IN GU. Postumia insanguinata, una escalation di drammi, sette vittime in neanche due mesi.

Una scia di tragedie iniziata il 20 maggio scorso: morirono in quattro, schiantandosi contro un bilico e schiacciati dalle lamiere di una Fiat Mulipla, due perirono sul colpo, altri due in ospedale. Erano tutti originari dell’Africa. Un bilico condotto da un vicentino di Romano d’Ezzelino proveniva da ovest e viaggiava verso est, quindi verso Carmignano di Brenta. La Multipla con sei uomini a bordo arrivava dal senso di marcia opposto e trovò una colonna di auto. Ma l’autista se ne sarebbe accorto troppo tardi. O forse i freni non funzionavano alla perfezione.

Per evitare un tamponamento a catena il conducente sterzò immediatamente verso il centro della carreggiata per un sorpasso cui sarebbe seguita una frenata, non poteva buttarsi a destra senza precipitare. Ma non fece in tempo: dal senso di marcia opposto sopraggiungeva il mezzo pesante. L’impatto – all’altezza del mangimificio Veronesi, sul cavalcavia – fu devastante.

L’addio alla quinta vittima di queste settimane terribili è stato dato il 20 luglio alle 10 in chiesa a Gazzo: si è celebrerato il funerale di Chelsea Morsoletto. La ventenne, di Grantorto, ha perso la vita giovedì scorso mentre si trovava alla guida della sua Nissan Micra. Stava viaggiando verso Treviso – nel territorio di Lisiera a Bolzano Vicentino – quando ha perso improvvisamente in controllo dell’auto e ha invaso la corsia opposta, andando a sbattere contro un camion. È morta sul colpo.

L’ultimo capitolo è stato scritto lunedì 18 luglio mattina, pochi minuti dopo le 6, dove si sono consumate le esistenze della sesta e settima vittima della 53. Due padri di famiglia che stavano cercando di costruire con il loro lavoro un futuro per i loro figli. I loro nomi sono Samuel Ofori, nato in Ghana 28 anni fa, e Gurpreet Singh, indiano di 36 anni. Il primo lascia una moglie e tre figli nel paese d’origine, presto sarebbero arrivati in Italia, l’altro abbandono la moglie e una figlia.

Erano soci della Mpm, una società cooperativa di Mantova. Si stavano recando a bordo del Fiat Qubo aziendale in un’azienda di San Pietro in Gu per prestare il loro servizio di abili disossatori, quando all’altezza della stazione ferroviaria di San Pietro in Gu, mentre effettuavano un sorpasso hanno colpito frontalmente un camion che viaggiava da Cittadella verso Vicenza.

«La gente corre perché la strada è dritta», sottolinea il sindaco di San Pietro in Gu Paolo Polati, «e dobbiamo trovare una soluzione valida. Partendo dalla necessità di far rispettare il codice della strada. Da mesi abbiamo aperto un dialogo con la Prefettura per cercare di trovare delle mitigazioni al problema, la strada è statale e competente è l’Anas, purtroppo in coincidenza del nostro territorio ci sono molte immissioni».

Pubblicato su Il Mattino di Padova