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Comunità scientifica in lutto: è morto il professor Stefano Debei, direttore del centro studi spaziali di Padova

Dal 2015 dirigeva il Cisas, ma il suo curriculum vanta un lungo elenco di collaborazioni internazionali. Ha collaborato anche alla scoperta del pianeta Marte

ESTE. Stefano Debei amava tantissimo condividere la sua immensa conoscenza in ambito scientifico. Che fosse in una prestigiosa Università o all’Esa, in una serata divulgativa organizzata da qualche Comune o anche solo in qualche laboratorio per ragazzi o bambini, il professor Debei faceva ben trasparire la sua grande fiducia nella scienza e il suo grande orgoglio nel poterla condividere con tutti e a ogni livello. Per questa sua straordinaria disponibilità in tanti lo conoscevano, anche fuori dalle comunità scientifiche più “alte”, e per questo oggi la sua scomparsa è un momento di forte lutto.

Stefano Debei aveva 56 anni ed è mancato per una malattia con cui ormai conviveva da molti anni. Laureato in Ingegneria Meccanica, dopo il dottorato di ricerca nel 1996 in Scienze e tecnologie spaziali, ha legato le sue grandi competenze nell’ambito delle misurazioni alla passione per lo spazio. «Mi sono appassionato alla spazio con la tesi, al fianco del professor Francesco Angrilli» aveva raccontato «Per me erano cose nuove, strane, materie mai contemplate prima. Mi attrasse per le stesse ragioni per cui mi attrae anche oggi: è un mondo tutto in evoluzione. Uno strumento realizzato per un pianeta non si adatta anche per un altro: deve diventare un altro strumento».

Professore ordinario dal 2017 di Misure Meccaniche e Termiche presso il Dipartimento di Ingegneria industriale dell’Università di Padova, nel 2015 era diventato direttore del Cisas, il Centro Ateneo di Studi e attività spaziali “Giuseppe Colombo”. Un ruolo di prestigio, che lo aveva portato ancor più di prima a mettere la firma su più importanti progetti internazionali legati allo spazio. Tra le collaborazioni, ad esempio, c’è quella per la missione Esa “Rosetta”, lanciata nel 2004 e finita nel 2016: obiettivo era lo studio della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. E ancora, era membro del gruppo di consulenza del programma di esplorazione “Mepag”, dedicato al pianeta Marte, ma anche una delle figure chiave di tutte le necessità di misurazione per "Exomars”, missione progettata per l'esplorazione del pianeta Marte tramite una sonda robotica sviluppata dall'Agenzia spaziale europea e da quella russa. È stato autore di più di 300 articoli pubblicati in riviste internazionali e in atti di prestigiosi congressi.

Difficilmente, quando gli si chiedeva di partecipare a un convegno, anche semplicemente per semplici cittadini, declinava l’invito: era sempre disponibile, e anche per questo il Comune di Este lo aveva premiato come cittadino eccellente. L’anno scorso il presidente regionale Luca Zaia lo aveva voluto tra gli undici professori del Comitato tecnico strategico, organismo chiamato a “disegnare” il rilancio dell’economia del Veneto.

Debei era inoltre un grande appassionato sportivo: da giovane era un ottimo calciatore, con buone possibilità di carriera, sacrificate per lo studio e la ricerca. In questi ultimi anni seguiva il mondo della pallacanestro, soprattutto per seguire quanto più possibile l’attività del figlio. Lascia Michela e appunto il figlio adolescente Cosimo. La data del funerale non è ancora stata decisa.

Pubblicato su Il Mattino di Padova