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Stremato dalla crisi si spara in ufficio

Orfeo Paccagnella, 69 anni, era titolare della Padovana Service di via de’ Menabuoi. Ieri mattina l’ultimo sms al figlio

Un messaggio al figlio per chiedergli scusa e poi l’invito a recarsi con una certa velocità nella sede dell’impresa. Orfeo Paccagnella, 69 anni (ne avrebbe compiuti 70 oggi), è stato trovato senza vita seduto dietro la sua scrivania, con il fucile da caccia ancora in mano. Si è tolto la vita nel piccolo ufficio, ciò che rimaneva della sua Padovana Service, impresa di pulizie e servizi per il giardinaggio con sede in via Giusto de’ Menabuoi 2. Un altro impresario morto e l’ombra della crisi che incombe.

Non aveva debiti Orfeo Paccagnella, non risultano (almeno per ora) finanziamenti da strozzini o buchi clamorosi nei conti correnti bancari. Semplicemente l’attività che gli aveva garantito un lavoro e un reddito per buona parte della sua vita, ora si stava progressivamente spegnendo. Puliva banche, uffici e anche condomini. Ha continuato a pagare gli stipendi ai tre dipendenti fino all’ultimo dei suoi giorni ma in cuor suo sapeva che il conto alla rovescia era iniziato. La crisi economica ha ridotto all’osso anche questo tipo di attività perché le aziende tendono a risparmiare e gli amministratori di condominio pure. In questa corsa al ribasso non c’era più posto per la Padovana Service e lui che l’aveva messa in piedi se ne rendeva conto.

Ieri mattina è andato al lavoro come al solito, ha fatto colazione nel vicino bar e poi, verso le 10.30, ha mandato un messaggio al figlio. Quando quest’ultimo ha varcato la soglia dell’ufficio di papà, si è trovato davanti una scena straziante. Inutile la telefonata al 118. Medici e infermieri non hanno potuto fare nulla. Orfeo Paccagnella si è tolto la vita con un colpo di fucile.

Sul posto sono state inviate anche le pattuglie della Squadra volante della Questura, seguite a stretto giro dalla Scientifica. Sono stati fatti tutti i rilievi del caso. Il pubblico ministero Benedetto Roberti ha disposto anche la prova dello Stub, l’esame che consente di trovare tracce di polvere da sparo quando una persona ha appena sparato.

Messaggi non ne ha lasciati Orfeo Paccagnella. Non ha scritto lettere o biglietti. Le sue ultime parole sono quelle che ha inviato via messaggio al figlio. In un simile contesto non è facile stabilire quale sia stato il motivo scatenante del gesto estremo. Certo è che mentre all’inizio aveva preso in affitto tutto il capannone di via Menabuoi 2, negli ultimi anni aveva via-via ceduto quasi tutti gli spazi, conservando solo un piccolo ufficio al piano terra. Anche informazioni acquisite dagli inquirenti delineano un uomo fortemente provato dagli affari che non andavano più.

Orfeo Paccagnella abitava in via Amundsen, una laterale di via Montà. Lascia la moglie Lana Maria e il figlio Filippo avvocato del foro di Padova.

La dinamica del fatto è chiara quindi non si farà l’autopsia: il corpo, dopo i rilievi di rito, è stato restituito ai familiari.

I funerali si terranno probabilmente già giovedì.

e.ferro@mattinopadova.it

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Pubblicato su Il Mattino di Padova