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Muore anziana dell’hospice Scatta l’inchiesta della Procura

La donna ospite dell’Immacolata Concezione alla Mandria è deceduta all’ospedale Sant’Antonio I familiari chiedono di verificare eventuali responsabilità della struttura in cui risiedeva

Edda Agostini è morta il 3 gennaio scorso a 83 anni, età in cui la fine dell’esistenza segue i cicli biologici e, pur nel dolore immenso di una perdita, la rassegnazione dei parenti è ineluttabile. Ma se quella fine si consuma tra patimenti e sofferenza o, almeno, il sospetto di un trattamento miserevole, allora la pena del lutto si può tradurre nel desiderio di verità e chiarezza.

Così è accaduto per i figli della signora, una vita vissuta nel quartiere di Altichiero, in via Astico 68, una morte che si è consumata lentamente tra lo scorso settembre e il gennaio appena inaugurato tra l’hospice Paolo VI dell’Opera Immacolata Concezione (Oic), la struttura socio-assistenziale nel quartiere Mandria e l’ospedale Sant’Antonio in via Facciolati. Ieri mattina i figli Massimiliano e Nicola Moretto hanno firmato e trasmesso e un esposto alla procura della Repubblica di Padova, sollecitando di verificare se ci siano negligenze ed eventualità responsabilità nella drammatica fine della loro mamma. Che di certo era una donna di un’età non “giovane” eppure, nonostante una demenza senile che l’aveva resa ormai incapace di provvedere a se stessa, non aveva grossi problemi di salute destinati a minare la sua struttura fisica. Invece Edda Agostini muore ormai in stato di quasi incoscienza con un fisico ridotto al lumicino: «Negli ultimi 40 giorni trascorsi nell’hospice mia madre veniva nutrita con sacche liquide... I medici non ci hanno mai detto nulla. Finché mamma è stata di nuovo trasferita al Sant’Antonio e poi è morta» racconta il figlio Massimiliano che precisa: «Non vogliamo assolutamente puntare l’indice contro l’ospedale Sant’Antonio dove è stata ricoverata nostra madre. Vogliamo solo capire che cosa è successo nell’hospice della Mandria. E perché mamma è stata “nutrita” in quel modo». Sul caso la procura ha aperto un’inchiesta finita sul tavolo del pm Francesco Tonon: probabilmente sarà disposta un’autopsia visto che, al momento, non è stato concesso il nullaosta alla sepoltura.

Edda Agostini viene ricoverata al Sant’Antonio dal 23 agosto al 10 settembre successivo. Il giorno delle dimissioni è trasferita in Lungodegenza fino al 30 del mese, data in cui è ricoverata nell’hospice dell’Oic alla Mandria. Qui resterà per tre mesi fino al 31 dicembre quando torna ricoverata all’ospedale Sant’Antonio. Ospedale in cui le vengono di nuovo somministrate sacche proteiche. È tutto inutile: Edda Agostini non si riprenderà più. L’anziana era pensionata e vedova da molti anni.

Pubblicato su Il Mattino di Padova