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La madre non lo vuole a casa, suicida in cella

Diciannovenne si impicca a S. Maria Maggiore, dopo che il giudice aveva negato i domiciliari

VENEZIA. Si è impiccato a 19 anni, nella doccia di una cella del carcere di Santa Maria Maggiore, domenica. È morto così un ragazzo romeno, ma residente sin da piccolo ad Appiano Gentile, arrestato il 31 dicembre a Venezia dai carabinieri, su ordine della Procura di Como, per un furto, tanto che il giudice per le indagini preliminari Andrea Comez - che lo ha sentito in sede di interrogatorio di garanzia - avrebbe voluto disporre per lui gli arresti domiciliari, ma la madre ha negato l'autorizzazione ad accoglierlo in casa, dopo una vita di tribolazioni, tra i continui arresti, furti (anche a casa) e “bravate” del figlio. Così, il giovane Adrian è tornato in cella e, al momento della doccia, ha portato con sé un lenzuolo e si è impiccato nel piccolo bagno.

A dare l’allarme due compagni di cella che hanno tentato inutilmente di aiutarlo, come vano è stato l'intervento del personale del carcere (prima) e dei medici del Suem 118 (dopo). Fino a tarda ora sono proseguiti gli accertamenti da parte dei carabinieri del Nucleo investigativo e dei Ris, alla presenza del pubblico ministero di turno, Lucia d'Alessandro, rimasta in carcere con gli investigatori fino alle 3 di notte, per sentire gli agenti di Polizia penitenziaria e i due compagni di cella. Non è emersa alcuna responsabilità, ma gli accertamenti proseguiranno con l'autopsia, affidata al medico legale Antonello Cirnelli: il suicidio di un ragazzo affidato allo Stato in un carcere è un dramma da chiarire in ogni aspetto.

Una vita così breve, eppure segnata più volte da piccoli furti, segnalazioni alle forze dell’ordine di Appiano Gentile, che ben conoscevano il ragazzo: Adrian a 14 anni era scappato di casa e da solo, alla guida di un’auto, aveva raggiunto il padre, che da anni abita in un furgone a Marghera. Poi i carabinieri lo avevano riportato indietro. A dicembre l’ennesima bravata illegale e l’arresto a Venezia, dove i carabinieri hanno riconosciuto nel ragazzo il giovanissimo ricercato del quale parlavano le segnalazioni giunte da Como. Nella serata di San Silvestro l’arresto, poi sabato 3 gennaio l’interrogatorio di garanzia e il ritorno a Santa Maria Maggiore in attesa del processo, non essendo stato possibile individuare un’abitazione per gli arresti domiciliari. Poche ore dopo, la tragedia di un ragazzo che ha deciso di togliersi la vita a soli 19 anni.

Roberta De Rossi

Pubblicato su Il Mattino di Padova