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Ultimo ciao da un coro di mille voci

Lo straziante commiato da Alberto Ruffato, vittima della strada a 23 anni

BORGORICCO. Un cuore di rose candide sul feretro di Alberto Ruffato portato a spalla dagli amici per esprimere tutto l’amore che mamma Lucia e Sara, la sorella, gli volevano. Ai piedi dell’altare tanti altri fiori bianchi di parenti, colleghi e amici a ricordare che Alberto se n’è andato nel pieno della giovinezza. Di lato il labaro dell’Associazione delle famiglie delle vittime della strada del Camposampierese a suggellare che anche Lucia e Sara, ora, ne fanno dolorosamente parte. La chiesa di San Leonardo, ieri, non è riuscita a contenere le tantissime persone che hanno voluto partecipare alle esequie del giovane morto sul rondò di Busa la notte del primo dell’anno, concelebrate da don Giovanni, don Valentino e padre Sergio. «Quel guardrail ti ha tolto la vita ma tutti i ricordi, tutti i momenti che abbiamo passato con te, quelli non ce li potrà mai togliere nessuno», ha detto in lacrime un’amica. «Eri un collega vero e sincero, il più giovane ma anche quello con più bontà d’animo», lo ha ricordato una compagno di lavoro. In lacrime la sorella Sara: “Questo non è un addio. Insieme abbiamo superato tanti momenti, specialmente quelli più duri per la perdita del nostro papà. Ora andrò avanti anche per te, sappi che ti sto aspettando». Don Giovanni ha esortato a colmare il vuoto con la preghiera, l’ascolto e la memoria. «Grazie Alberto per quello che sei stato, nei giorni tremendi della morte del papà sei stato capace di dare forza e motivo ai tuoi per continuare la dura lotta della vita». Un grazie speciale il parroco lo ha rivolto agli amici di Alberto: «Ho visto la generosità con cui siete stati vicini a Lucia e Sara, ho visto come vi davate forza in questi giorni e continuato a dire la vostra amicizia per Alberto, ho udito le parole che avete mormorato a voi stessi e a sua mamma per aiutare un’accettazione che è tuttora difficile. E soprattutto ho apprezzato la misura alta del vostro essere amici. Grazie». (g.a.)

Pubblicato su Il Mattino di Padova