Anche Vallonga ricorda i Caduti

I nomi sono incisi, ma non sono tutti: ecco l’elenco completo raccolto da Maritan

ARZERGRANDE. Completiamo la pubblicazione dei nomi dei soldati di Arzergrande Caduti nella Grande Guerra, le storie sono state raccolte e riordinate da Antonio Maritan, che ha dedicato un libro ai monumenti eretti in paese in loro memoria.

Gaetano Sanavio, figlio di Massimiliano, soldato 6° reggimento Bersaglieri, nato il 12 marzo 1888, disperso l'1 novembre 1917 a Pradamano in combattimento. Adone Sambin, figlio di Vittorio, sergente 57° reggimento Fanteria, nato il 10 settembre 1888, disperso il 6 agosto 1916 a Oslavia in combattimento. Massimiliano Salmaso, figlio di Paolo, soldato 57° reggimento Fanteria, nato il 13 novembre 1888, morto il 3 agosto 1915 a Padova per malattia. Vittorio Spinello, figlio di Angelo, soldato 150° reggimento Fanteria, nato il 3 ottobre 1887, morto il 14 settembre 1915 sul monte San Marco per ferite riportate in combattimento. Attilio Turrin, figlio di Luigi, soldato 225ª Batteria bombardieri, nato l'8 giugno 1890, morto il 12 marzo1918 in prigionia per malattia. Galileo Zanaga, figlio di Giuseppe, soldato 160° reggimento Fanteria, nato il 14 ottobre 1897, morto il 17 maggio sul monte Santo per ferite riportate in combattimento.

Questi gli ultimi nomi dei Caduti indicati nell’Albo d’Oro. Un altro gruppetto di Caduti invece compare solo negli archivi comunali e su di loro le notizie sono più approssimative. Ci sono quelli morti in battaglia come Antonio Cavalletto, Emilio Lunardi, Cesare Rebosolan ed Enio Turin. Qualcuno è perito a seguito di ferite riportate in combattimento (è il caso di Roberto Minozzi e Antonio Sarpato) oppure per malattia (Antonio Disirò, Antonio Doardo, Antonio Favero, Giuseppe Ferretto e Fernando Sanavio). Qualcuno come Angelo Bisan, Onelio Rubin, Giuseppe Rudello e Silvio Salvagnin è finito nella lista dei dispersi. Infine il decesso di Gaetano Grinzato parrebbe dovuto ad annegamento, mentre senza specifiche è quello di Romano Maritan.

Diversa sorte è riservata ai ventuno Caduti della frazione di Vallonga, con i loro nomi incisi sul marmo del cippo commemorativo. In testa Luigi Paolo Ferrara, figlio di Pietro, sergente 17° reggimento Fanteria, nato a Brugine il 22 marzo 1882, morto il 17 dicembre 1917 a Frattamaggiore per ferite riportate in combattimento. Quindi il caporal maggiore del 261° reggimento Fanteria, Giovanni Bissacco, figlio di Angelo, nato il 22 agosto 1894 e morto il 23 maggio 1917 sul monte Vodice per ferite riportate in combattimento. Scendendo s’incontrano tre caporali: Guido Montanari, morto per ferite in combattimento il 29 novembre 1916; Arturo Spinello, figlio di Angelo, caporale 6° reggimento Bersaglieri, nato il 25 settembre 1889, morto il 29 maggio 1917 nell'ospedale da campo n° 84 per ferite riportate in combattimento, ed Ermenegildo Fabbian, morto in battaglia il 27 giugno 1915. Infine i semplici soldati: Agostino Bovo, figlio di Sante, soldato del 57° reggimento Fanteria, nato l'8 agosto 1892, disperso il 6 agosto 1916 a Oslavia in combattimento. Luigi Burattin, figlio di Cesare, soldato 2° reggimento Granatieri, nato il 26 giugno 1891, morto il 14 settembre 1916 sul Carso per ferite riportate in combattimento. Domenico Candian, figlio di Girolamo, soldato 123° reggimento Fanteria, nato il 15 settembre 1883, morto il 9 marzo 1916 sul Carso per ferite riportate in combattimento. Pietro Contiero, figlio di Giovanni, soldato della 174ª compagnia Mitraglieri, nato il 29 aprile 1895, morto il 3 giugno 1917 sul campo per ferite riportate in combattimento. Tullio Contiero, figlio di Angelo, soldato 117° reggimento Fanteria, nato il 22 aprile 1891, morto il 10 agosto 1916 in prigionia per malattia. Vittorio Crivellaro, figlio di Pietro, soldato 123° reggimento Fanteria, nato il 21 aprile 1889, morto il 9 marzo 1916 sul Carso per ferite riportate in combattimento. Antonio Dezuani, soldato morto il 4 ottobre 1915 per ferite riportate in combattimento. Tullio Ferretto, figlio di Amedeo, soldato 14° reggimento Fanteria, nato il9 novembre 1892, morto il 22 luglio 1915 sul Carso per ferite riportate in combattimento. Sante Giacometti, figlio di Bortolo, soldato 55° reggimento Fanteria, nato il 29 ottobre 1891, morto il 5 settembre 1916 per ferite riportate in combattimento. Giovanni Maniero, figlio di Federico, soldato 2° reggimento Genio, nato il 16 luglio 1896, morto l'1 agosto 1916 sul monte Cimone per ferite riportate in combattimento. Giovanni Battista Meneghin, figlio di Pasquale, soldato 80° reggimento Fanteria, nato il 2 giugno 1896, morto il 9 giugno 1916 in Vallarsa per ferite riportate in combattimento. Agostino Pinato, figlio di Giovanni, soldato 35° reggimento Fanteria, nato il 2 gennaio 1886, morto il 4 settembre 1917 sul Carso per ferite riportate in combattimento. Tullio Rubin figlio di Vittorio, soldato 11° reggimento fanteria, nato il 16 maggio 1892, morto nell'agosto del 1916 sul Podgora per ferite riportate in combattimento. Luigi Saja, soldato morto il 5 dicembre 1916 in battaglia. Silvio Spinello, figlio di Angelo, soldato 2° reggimento Granatieri, nato il 14 gennaio 1895, morto il 13 novembre 1915 nell'ospedale da campo n° 230 per malattia. Arturo Trivellato, figlio di Antonio, soldato 27° reggimento Fanteria, nato il 2 novembre 1887 a Codevigo, morto il 19 novembre 1916 a Milano per ferite riportate in combattimento.

Non compaiono sul monumento, seppure residenti a Vallonga, i nomi di due altri combattenti italiani morti nella Grande Guerra: Giovanni Morosin, figlio di Luigi, soldato della 459ª compagnia Mitraglieri, nato il 9 settembre 1898, disperso il 19 agosto 1917 nel settore di Tolmino in combattimento, e quello di Agostino Scarin, figlio di Agostino, soldato 47° reggimento Fanteria, nato l'11 agosto 1894, disperso il 2 novembre 1916 sul Carso in combattimento.

Alessandro Cesarato

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Pubblicato su Il Mattino di Padova