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La preghiera dei musulmani di Padova: «Nessuno può uccidere in nome di Allah»

Dedicata alla strage di Parigi la preghiera del venerdì nel centro islamico di via Bernina. L’Imam Zeid: «Il nostro profeta non si è mai vendicato, ha sempre perdonato. I politici non ci interessano, vogliamo costruire un rapporto con i padovani»

PADOVA. E’ stata dedicata ai tragici fatti di Parigi la tradizionale preghiera del venerdì nel centro islamico di via Bernina. Il sermone dell’Imam Zeidi, tradotto in italiano dal portavoce dell’Associazione Mecca, Taoufik Boukadid, ha stigmatizzato e condannato l’atto terroristico contro il giornale satirico francese Charlie Hebdo. «Quando il nostro profeta si è vendicato per il suo nome? - ha tuonato l’Immam - Forse quando è stato cacciato dalla Mecca, dopo essere stato torturato ma è tornato per perdonare? L'arcangelo Gabriele gli chiese di distruggere il villaggio e chi l’aveva perseguitato, ma lui ordinò il perdono. Nel Corano non c’è vendetta. Nessuno ha diritto di vendicarsi. Islam è la religione della convivenza e della pace, che proibisce la tirannia. Al di fuori non è Islam: non dobbiamo fare nulla cheil profeta non ci abbia insegnato. Per fav chiediamo a tutti i fratelli un giorno di lutto. Non solo per le vittime francesi, ma per lo stesso Ismal, profondamente colpito da questa barbarie. Per favore ripariamo e cerchiamo di attenerci alle raccomandazioni di Allah».

Presenti alla preghiera circa 150 musulmani più una trentina di donne nella saletta a loro riservata. Il centro di preghiera Al Farouk di via Bernina raccoglie fegeli di tutta l’Africa, dal Magreb all’Africa nera. L’Imam è somalo e tra gli organizzatori c’è anche Taoufik, poravoce della Moschea: «Oggi - ha scandito - vogliamo prima di tutto esprimere il nostro cordoglio verso i familiari dei morti. Ma vogliamo anche sottolineare che è stato colpito l’Islam perché nel suo nome sono state uccise persone inermi. Nessuno ha diritto uccidere gratuitamente, purtroppo questo drammatico fatto sarà usato per strumentalizzazioni. Da parte nostra non cadremo in questa trappola. A noi interessa la comunità padovana e rrcuperare il rapporto lacerato da questi eventi distruttivi».

Un messaggio alla politica e, indirettamente, al sindaco Massimo Bitonci: «I politici», continua Taoufik, «non ci interessano. I sindaci vanno e vengono, i cittadini restano. A loro vogliamo dare un’altra immagine dell’Islam». In bacheca un cartello: «Je suis avec Charlie et contre les attentats».

«Ci siamo sempre dissociati dalle vignette provocatorie del giornale contro i musulmani», spieha Taoufik, «ma questo in nessun modo ci suggerisce di giustificare la morte. Non essere d’accordo non può essere un pretesto per andare ad uccidere: non dobbiamo permettere a nessuno di uccidere». Hannu Yuseff, tra gli organizzarori del Ramadan in via Sarpi, aggiunge: «Avete sentito come stanno trattando i musulmani di tutto il mondo? I veri musulmani condannano l’atto terroristico e barbaro che ha portato alla morte di 12 innocenti». Quindi si dice d’accordo con Bitonci: «Quattro luoghi di preghiera in città (via Pontevigodarzere, via Ippodromo, via Bernina e via Turazza, più la moschea di via Jacopo da Montagnana frequentata solo da musulmani del Bangladesh) sono sufficienti. Ognuna costa 3-4 mila euro al mese e sono costi che gravano sui fedeli. Tuttavia è difficile essere d’accordo con il modo in cui il sindaco si esprime. Infatti oggi abbiamo aperto la preghiera anche per invitare ad una maggiore conoscenza dell’Islam».

Pubblicato su Il Mattino di Padova