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Soldati ricoverati ai “Colli”, l’archivio diventerà una mostra

I registri dei pazienti e i documenti della Prima Guerra ritrovati durante i lavori di ristrutturazione verranno esposti al pubblico alla fine di maggio nelle sale dell’ex Psichiatrico su iniziativa dell’Usl 16

PADOVA. Registri dei pazienti, del personale, lettere e libri risalenti alla Prima Guerra mondiale: documenti inediti sono venuti alla luce nel corso della ristrutturazione all’Ospedale ai Colli, ex manicomio provinciale padovano. Materiale di grande valore storico che tra qualche mese potrà essere visibile al pubblico. È prevista infatti per la fine di maggio la mostra dedicata ai militari che cento anni fa sono partiti dalle loro case per andare a combattere. Un dramma che spesso ha lasciato un segno indelebile nei corpi e nelle menti, testimoniato dalle cartelle cliniche del tempo. Dal 1915 al 1919 oltre 1.700 soldati provenienti da tutt’Italia, scioccati dalla violenza della guerra, sono stati ricoverati all’ospedale psichiatrico padovano. Uomini che la tradizione popolare ha chiamato “scemi di guerra”.

«Attraverso la mostra ci proponiamo di portare alla luce la testimonianza, finora nascosta, delle sofferte vicende dei militari che sono stati curati a Padova. Credo che dobbiamo mantenere la memoria a ricordo di tutte le persone, 9 milioni di morti e 20 milioni di feriti, che hanno subito la tragedia della Grande Guerra», spiega Maria Cristina Zanardi, archivista dell’Usl 16 e curatrice del progetto. La mostra, promossa dalla direzione generale dell’azienda sanitaria, avrà sede nella Sala Nobile del padiglione 6 alla Casa ai Colli. «I visitatori potranno consultare liberamente la documentazione, sfogliandola e leggendola con calma», dichiara Zanardi, «Saranno esposte le lettere, le cartelle cliniche, i fascicoli del personale assunto, la dieta dei malati, i registri dei permessi, il registro dei dimessi e numerose foto di repertorio. Nelle cartelle cliniche, in particolare, sono conservate tutte le lettere del soldato e dei suoi parenti, a dimostrazione di come non venissero mai né spedite né consegnate».

Sarà esposto sia il materiale archivistico proveniente dall’ex manicomio ai Colli, sia nove registri della Clinica Oculistica di Padova, attualmente custoditi nell’archivio sanitario dell’Azienda Ospedaliera. «Durante la prima guerra mondiale sono stati ricoverati nell’ospedale psichiatrico padovano ben 1.723 militari. Nel 1915 erano 154, nel 1916 se ne contavano 812, nel 1917 erano 629, nel 1918 solo 5 e nel 1919 altri 123. La situazione scomposta per anno può essere spunto di notevoli riflessioni su come la conduzione del conflitto possa incidere sulla salute dei cittadini inviati al fronte. È possibile valutare come il numero di ricoveri sia un riflesso, costante e immediato, dell’evolversi della strategia complessiva adottata dal governo italiano e dai Comandi Militari a partire dalla “iniziativa” dell’intervento in guerra nel 1915, passando poi alla “guerra di posizione” nel 1916, alla “crisi” del 1917, alla mutata gestione con il conseguente “recupero e vittoria” nel 1918 per concludersi infine con la “smobilitazione”, protrattasi fino al 1919», aggiunge Maria Cristina Zanardi.

Pubblicato su Il Mattino di Padova