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Bandito ucciso da un colpo alla gamba

Rapina di Ponte di Nanto, i legali del benzinaio Stacchio: l’autopsia conferma la legittima difesa

VICENZA. Albano Cassol è morto per la fucilata sparata da Graziano Stacchio. È quanto emerge dai primi esiti dell’autopsia, compiuta ieri dal medico legale Vito Cirielli. Il rapinatore di Ponte di Nanto è morto dissanguato per uno shock emorragico, dopo che il colpo sparato dal fucile Mauser del benzinaio gli aveva perforato la gamba destra, poco sopra il ginocchio, centrando l’arteria. La morte, secondo il medico, deve essere avvenuta piuttosto rapidamente. Non gravi, invece, i traumi riportati nel successivo incidente stradale: Cassol, al volante di una Renault Laguna rubata, si era schiantato contro un muretto durante la fuga. All’esame, a cui hanno partecipato anche il pubblico ministero Cristina Gava e il luogotenente dei carabinieri Marco Ferrante, erano presenti la dottoressa Silvia Tambuscio, consulente di Stacchio, e il dottor Gianpaolo Antonelli, per la famiglia Cassol.

I primi esiti confermano i sospetti degli inquirenti, e la dinamica già ricostruita grazie a testimonianze e riprese video. Il benzinaio, difeso dagli avv. Lino Roetta e Marco Dal Ben e indagato per eccesso colposo di legittima difesa, aveva sparato in aria dopo aver visto una banda armata assaltare la gioielleria Zancan di Ponte di Nanto, che sorge a fianco del suo distributore, all’interno della quale c’era una cassiera da sola. E poi aveva risposto al fuoco dei rapinatori. Con il suo fucile Mauser aveva esploso complessivamente 5 colpi; uno di questi ha perforato la gamba di Cassol, che cercava di proteggersi dietro la portiera di una macchina, mentre addosso al benzinaio veniva puntato il kalashnikov. Con questa ricostruzione, risulterebbe evidente la legittima difesa, sottolineano i legali di Stacchio. Ma l’avv. Francesco Murgia, che assiste i Cassol, attende per avere chiarezza. I consulenti hanno chiesto 60 giorni per scrivere le loro conclusioni. La difesa del commerciante ha chiesto di conoscere anche gli esiti degli esami tossicologici, per comprendere se il nomade di 41 anni avesse assunto sostanze che possano aver alterato i battiti cardiaci.

Fondamentale sarà anche la perizia balistica, che probabilmente sarà disposta nei prossimi giorni, per comprendere l’esatta dinamica. C’è da capire anche, in sequenza, chi abbia sparato; per questo la difesa della famiglia Cassol chiederà gli esiti del guanto di paraffina. Intanto sul luogo della sparatoria, fra la gioielleria e il distributore sono stati trovati nuovi fori di proiettile fra le pompe di benzina; in particolare, dei colpi di kalashnikov su una colonnina. Ed è stato recuperato anche un berretto, che potrebbe essere quello utilizzato dal bandito che, a volto scoperto, è entrato nello Store Zancan fingendosi un cliente per aprire la strada ai complici. Il titolare del negozio, Roberto Zancan, è pronto intanto a presentare una denuncia contro la gang di rapinatori.

Pubblicato su Il Mattino di Padova