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Morte sospetta a Padova dopo il vaccino contro l'influenza: il pm ordina l’autopsia

Primo caso sospetto nel Veneto: anziana di Padova deceduta 7 giorni dopo la somministrazione dell’antinfluenzale. E la Procura blocca la cremazione

PADOVA Lidia Mandruzzato aveva 82 anni ed è morta sette giorni dopo la somministrazione del vaccino antinfluenzale, vittima di una grave crisi respiratoria. Vaccino killer? Nessuno lo può dire e la cautela è d’obbligo prima di trarre conclusioni affrettate. La procura di Padova, però, vuole vederci chiaro e ha aperto un’inchiesta di tipo conoscitivo, al momento senza indagati. Con il decesso della signora padovana, che viveva nel quartiere Forcellini in un appartamento in via Colle, salirebbero a 20 le morti sospette in seguito al vaccino antinfluenzale.

Ieri mattina, stop alla cremazione della salma della signora e via agli accertamenti medico-legali. Uno stop, in realtà, sollecitato dai figli dell’anziana, Bruno e Paola Ferrarese, che si sono presentati nella stazione dei carabinieri in Prato della Valle, guidata dal luogotenente Giancarlo Merli. E hanno ricostruito gli ultimi sette giorni della madre, concludendo con una semplice richiesta firmata in calce al verbale del loro resoconto: capire quello che è accaduto. E capire se possa esserci un rapporto di causa-effetto tra il malessere della mamma, poi risultato mortale, e la somministrazione del vaccino. Poi quel verbale è stato trasmesso in procura.

Il funerale di Lidia Mandruzzato era già stato celebrato venerdì scorso, ma i due figli, divisi tra il lavoro e il viavai quotidiano in ospedale al capezzale della mamma, nulla avevano sentito dei 19 casi di morti sospette avvenute negli ultimi giorni in sette regioni italiane. E neppure del sequestro cautelativo di alcuni blocchi di vaccino. «Solo ieri (domenica per chi legge) ho saputo di quello stava succedendo» racconta il figlio Bruno Ferrarese, assicuratore, «A questo punto mia sorella e io abbiamo valutato la situazione, anche se il funerale della mamma era già stato celebrato venerdì. E abbiamo ritenuto giusto che fosse fatta chiarezza. Non vogliamo accusare nessuno, naturalmente. E non intendiamo nemmeno nominare un consulente di parte: ci affidiamo alla magistratura. Mia madre era una persona anziana, aveva qualche problema di salute (la signora era affetta dal morbo di Parkinson) tanto che viveva con la badante, anche se, per dire la verità, non era in condizioni fisiche particolarmente critiche. Tuttavia, dopo aver appreso queste notizie di morti sospette in relazione ai vaccini, vogliamo solo che sia fatta luce. Che sia sgombrato il campo da ogni dubbio visto che altri anziani si sottoporranno al vaccino. È uno scrupolo, il nostro, tutto qui» spiega il figlio.

Il caso è finito sul tavolo del pubblico ministero Sergio Dini che ha ordinato l’acquisizione della cartella clinica ospedaliera e del diario clinico tenuto dal medico di base di Lidia Mandruzzato. E ha incaricato i carabinieri (sempre della stazione di Prato della Valle) di individuare tipo, marca e lotto del vaccino somministrato all’anziana e di interrogare il medico di base. Tra oggi e domani sarà affidato l’incarico a un esperto per l’autopsia. È il 18 novembre scorso quando Lidia Mandruzzato si sottopone al vaccino, come ogni anno. Due giorni più tardi comincia a star male e ad avvertire una debolezza generale. In serata le sue condizioni peggiorano.

Ricorda il figlio: «La mamma ha avuto una crisi bronco-respiratoria e così abbiamo chiamato il 118». L’anziana viene trasferita in ambulanza in Azienda ospedaliera: prima un passaggio al Pronto soccorso, poi il ricovero nel reparto di Medicina al monoblocco in “codice rosso”. Qualche giorno più tardi la paziente viene intubata e aiutata a respirare: il 22 apre gli occhi, ma il 24 novembre perde conoscenza. Non si risveglierà più. All’alba del 25 novembre, la morte. Ieri mattina era prevista la cremazione nel cimitero Maggiore a Chiesanuova, bloccata per volontà della famiglia.

Al momento sono state aperte diverse inchieste in Italia sul vaccino: a Siena, Siracusa (due decessi), Prato, Chieti e Parma (il reato contestato è di omicidio colposo a carico di ignoti); l’ultima indagine avviata a Bologna (il procuratore aggiunto Valter Giovannini ha inviato all’ospedale Sant’Orsola del capoluogo emiliano i carabinieri del Nas per acquisire la cartella clinica di una donna deceduta dopo il vaccino) e a Torino (sempre di tipo conoscitivo, senza indagati e senza ipotesi di reato). Altri due morti si sono registrati a Roma. Tutti i decessi finiti sotto accusa si riferiscono ad anziani, colpiti da varie patologie croniche o degenerative e sottoposti a vaccini antinfluenzali provenienti da lotti diversi.

Pubblicato su Il Mattino di Padova