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Neonato muore dopo l'intervento, indagati 17 medici

Il piccolo era nato con un grave problema cardiaco e venne operato in Cardiochirurgia pediatrica. E' morto a soli 28 giorni. La famiglia ha presentato un esposto

PADOVA. Il feto era malato. Tuttavia era stata definita curabile la seria patologia cardiaca rilevata e diagnosticata durante la gravidanza. Con buone possibilità di guarigione per quella creatura, una volta nata e operata. Purtroppo è andata in modo diverso. Tragico l’epilogo: il neonato è morto il 13 novembre scorso, di prima mattina, ad appena 28 giorni di vita. Era venuto alla luce il 16 ottobre nella Clinica ostetrica di Padova e, sette giorni più tardi il 23 ottobre, era stato sottoposto a un delicato intervento al cuore nella Cardiochirurgia pediatrica che si trova nel padiglione “Gallucci” sempre dell’Azienda ospedaliera patavina.

Perdita straziante per i genitori, una coppia che vive a Spinea nel Veneziano. Una coppia che attendeva con infinita gioia quel primo e unico figlio. Ecco perché, senza lanciare accuse contro nessuno, hanno scelto di rivolgersi all’avvocato veneziano Paola Bosio e di presentare un esposto alla procura di Padova, competente per territorio.

Mamma e papà vogliono capire che cosa è accaduto. Vogliono capire se durante la gravidanza fosse accertabile la gravità di quella patologia, riscontrata fin da subito, quando scelte diverse avrebbero potuto, forse, evitare sofferenze inutili. Il pubblico ministero Luisa Rossi ha aperto un’inchiesta e, come atto dovuto, ha iscritto nel registro degli indagati 17 medici, tutti quelli che, in quei 28 giorni, hanno “trattato” il piccolo. Tutti, compresi alcuni specializzandi e il responsabile della Cardiochirurgia pediatrica, il professor Giovanni Stellin, conosciuto e apprezzato esperto in cardiopatie congenite complesse dei neonati e della prima infanzia, con esperienze a Harvard (Boston) e a Melbourne (Australia), membro delle più importanti società del settore internazionali.

Venerdì il pm Rossi affiderà l’incarico per l’autopsia sul corpicino del bimbo. Gli esperti scelti dalla procura sono due veronesi, il medico legale Dario Raniero e il cardiochirurgo Paolo Bertolini. Pure la famiglia nominerà dei consulenti tecnici di fiducia, come i medici che,in quanto indagati, potranno “partecipare” alla delicata fase dell’accertamento. I genitori del bimbo erano preparati. E ben sapevano che il loro figlioletto avrebbe dovuto affrontare, a pochissimi giorni di vita, un intervento a cuore aperto.

La patologia era monitorata fin dalla sua scoperta, nei primissimi mesi di gravidanza, con periodiche ecografie cardiofetali. C’era preoccupazione, ovvio. Ma c’erano state anche le rassicurazioni che la malattia, pur grave, poteva essere curata e superata. Il 23 ottobre il piccolo è trasferito in sala operatoria: l’intervento dura più del previsto, ci sono complicazioni, eppure alla fine viene definito tecnicamente riuscito. Il neonato è trasferito in Terapia intensiva, viene intubato e collegato a una macchina per il ricambio del sangue. Non si risveglierà più. Dopo i primi giorni stabili, il bollettino medico peggiora ogni giorno fino a una serie di problemi renali e respiratori mortali.

Pubblicato su Il Mattino di Padova