• Home
  •  > Notizie
  •  > Ciao Fede: l'ultimo saluto alla ragazza morta a Londra

Ciao Fede: l'ultimo saluto alla ragazza morta a Londra

A Camposampiero il funerale della 26enne stilista che il 6 febbraio era stata investita da un camion

CAMPOSAMPIERO. “Ciao Fede. Grazie di tutto”. Gli amici e la famiglia di Federica Baldassa hanno voluto ricordarla così, con tante istantanee della sua vita all’ingresso della chiesa parrocchiale dove nel pomeriggio Rustega ha salutato la sua giovane stilista, partita da casa per realizzare i suoi sogni. E don Marco Scattolon, il parroco che ha officiato la cerimonia funebre, ha citato i sogni, le aspirazioni ed i progetti inseguiti da Federica, arrivata da sola, a 26 anni, fino a Londra per lavorare nel mondo della moda che tanto amava.

Una chiesa gremita, con oltre trecento persone sedute sulle panche allestite nel sagrato, si è stretta attorno ai genitori Franco e Daniela, al fratello Filippo ed ai parenti, per far sentire loro il calore di tutta la comunità nel momento dell’addio.

Federica Baldassa era stata investita ed uccisa da un camion lo scorso 6 febbraio nella capitale inglese mentre, verso le 21.15, stava percorrendo in bicicletta Bloomsbury Square. Inutili i soccorsi immediati prestati alla giovane stilista che lavorava nella filiale inglese di Rossimoda Spa e, nei week end, anche in un ristorante, il Riding House Cafè da dove proveniva la sera dell’incidente dopo essere smontata dal suo turno di lavoro.

La sua vitalità, la voglia di fare e di migliorarsi, l’amore per la natura e la sua grande creatività, si respiravano nei ricordi di tanti fuori e dentro la chiesa con persone giunte anche da lontano per salutare Federica. Una ragazza che lasciava il segno nelle persone che incontrava e conosceva come aveva testimoniato nei giorni scorsi la nota stilista Vivienne Westwood, per la quale la giovane di Rustega aveva lavorato a Milano, descrivendo Federica come "una bella persona".

Il parroco don Marco, citando la notissima canzone di Francesco Guccini “Canzone per un’amica”, ha voluto ricordare l’imprevedibilità di quello che può succedere in un attimo e sottolineare ai tanti giovani presenti, "il dono prezioso della vita ma anche fragile, da preservare con cura e rispetto". Toccante infine il ricordo della nipote, letto dalla nonna Giovanna. La generosità e semplicità di Federica Baldassa, che era anche iscritta all’AVIS, sono state espresse dalla volontà della famiglia di devolvere tutte le offerte alle famiglie disagiate. "Abbiamo sepolto Federica nel nostro cimitero, per terra; lei amava la terra, la natura, i fiori, la sua bicicletta. Amava la vita" ha concluso don Marco.

Pubblicato su Il Mattino di Padova