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Oggi l’addio alla stilista travolta e uccisa a Londra

La salma è rientrata ieri, a tre settimane dal tragico incidente stradale che ha dissolto in un attimo il suo sogno di lavorare nel mondo della moda

CAMPOSAMPIERO. L'addio a Federica Baldassa viene celebrato oggi alle 15 nella chiesa di Rustega. Ieri, dopo quasi tre settimane dal tragico incidente stradale a Londra costato la vita alla stilista 26enne, il feretro è rientrato in Italia dalla Gran Bretagna.

Un'attesa che purtroppo si è protratta per molti giorni, indispensabili per consentire agli investigatori londinesi di Scotland Yard di fare luce sull’incidente avvenuto lungo Bloomsbury Square.

Federica, quella sera verso le 21, stava tornando a casa in sella alla sua bicicletta quando un camion l’ha travolta e uccisa. Per lei non c’è stato nulla da fare, è morta sul colpo, e sui media londinesi è esplosa la polemica sull’escalation di ciclisti uccisi dall’inizio dell’anno per le vie della metropoli.

«Federica era una bella persona». L'ha ricordata con queste parole la stilista londinese di fama mondiale Vivienne Westwood, che sul luogo della tragedia ha portato anche un mazzo di fiori per ricordare la 26enne dell'Alta Padovana che aveva lavorato per lei a Milano. Federica era una fashion buyer e nel capoluogo lombardo era stata ingaggiata dall’entourage della Westwood: nel suo ultimo viaggio in bici, indossava proprio i capi che la ispiratrice dello stile punk le aveva regalato per ricompensarla del suo lavoro.

A Londra, Federica stava finalmente riuscendo a realizzare i propri sogni: arrivata in Inghilterra a gennaio dello scorso anno, era riuscita a lavorare in uno showroom di Notting Hill e per la filiale londinese di Rossimoda spa; nei fine settimana era impegnata al Riding House Café. Un doppio lavoro che la giovane svolgeva con entusiasmo e voglia di vivere.

La tragica sorte della giovane ha impressionato a tal punto l’opinione pubblica della capitale inglese da trasformarsi occasione di clamorose proteste per migliaia di ciclisti londinesi, esasperati dal terrore quotidiano di fare la stessa fine: nei giorni seguenti sono stati inscenati parecchi flash mob (mobilitazioni istantanee via social media) con die in (ciclisti stesi a terra con la propria bici in mezzo alla strada) che hanno paralizzato il traffico della metropoli.

Oggi a Rustega si stringeranno in tanti alla famiglia, che in queste settimane ha atteso il ritorno a casa di Federica.

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Pubblicato su Il Mattino di Padova