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«Era convinto di avermi ucciso»

Interrogata la donna ferita dal marito: continue liti e vessazioni

CORREZZOLA. Migliora Giuliana Barolo e nel suo letto all’ospedale Dell’Angelo di Mestre, dove è ricoverata dal 19 febbraio scorso, è stata interrogata ieri mattina dai carabinieri. La donna, originaria di Correzzola, ferita dal marito Antenore Maculan, in carcere a Pordenone con la pesante accusa di tentato omicidio, ha risposto con serenità a tutte le domande che le sono state rivolte dal luogotenente Corrado Mezzavilla, comandante della stazione carabinieri di Portogruaro. Giuliana Barolo, che ha 73 anni e che ora vive a Cinto Caomaggiore (Venezia) ha confermato quanto i carabinieri avevano accertato, e cioè che il tentativo di uxoricidio è maturato in un ambiente familiare logorato dalle liti e dalla possessività di lui. Un uomo che per decenni avrebbe vessato Giuliana con continue violenze psicologiche. Umiliazioni cui la donna non si sarebbe mai ribellata «solo per proteggere i figli», avrebbe detto.

Appena esploso il colpo di fucile, da una distanza considerata ragguardevole, Antenore Maculan è uscito dall'abitazione per chiedere aiuto, convinto comunque di avere ucciso la donna. Questo aspetto ha salvato Giuliana Barolo, creduta morta dal 79enne che quindi non ha infierito. Ai carabinieri è stato fatto presente che i tempi di degenza potrebbero essere molto lunghi (si parla di un ricovero di sei mesi); e che Giuliana rischia di non tornare più a deambulare autonomamente.

Rosario Padovano

Pubblicato su Il Mattino di Padova