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Il cuore di Astori ha rallentato e poi si è fermato

Primo referto scaturito dall’autopsia eseguita a Udine. Fiorentina e Cagliari ritirano la maglia n. 13

UDINE. Davide Astori è deceduto a causa di una «morte cardiaca senza evidenze macroscopiche, verosimilmente su base bradiaritmica», dunque probabilmente per cause naturali, come se il cuore avesse rallentato. È il primo responso dell’autopsia eseguita ieri dal direttore del Centro di patologia vascolare dell’Università di Padova, professor Gaetano Thiene, e dall’anatomopatologo, professore di medicina legale all’Università di Udine, Carlo Moreschi. «Soltanto tra 60 giorni, quando avremo la diagnosi definitiva, si potrà dire con certezza che non ci siano state cause che potevano essere riconoscibili o cause esterne di qualche tipo». È quanto ha detto il Procuratore capo di Udine, Antonio de Nicolo, dopo aver parlato con i medici incaricati dell’esame. Per il deposito della relazione finale è stato quindi fissato il termine di due mesi.

L’autopsia sul corpo del capitano della Fiorentina, spirato nel sonno nella sua stanza d’albergo, nella notte fra sabato e domenica, poche ore prima della partita con l’Udinese, è durata poco più di tre ore, dalle 11 a dopo le 14. Secondo quanto scritto dai medici, «in riferimento alla causa di morte, la si può indicare come: morte cardiaca senza evidenze macroscopiche, verosimilmente su base bradiaritmica, con spiccata congestione poliviscerale ed edema polmonare». Molto probabilmente, dunque, il cuore ha rallentato il battito sino a fermarsi, per cause naturali. Carlo Moreschi e Gaetano Thiene hanno però aggiunto che «per la diagnosi definitiva sono necessari approfonditi esami istologici seriati». Quindi hanno concluso la comunicazione alla Procura spiegando che «dal punto di vista medico-legale nulla osta al seppellimento della salma». Firmato dalla magistratura il nullaosta, il corpo di Astori è stato messo a disposizione dei familiari intorno alle 15.30: i funerali sono previsti domani alle 10 nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Firenze. La camera ardente sarà invece allestita oggi a Coverciano, nella palestra del Centro tecnico federale, dalle 16.30 alle 22.30.

Per onorarne la memoria e rendere indelebile il ricordo, Cagliari e Fiorentina hanno deciso di ritirare congiuntamente la maglia con il numero 13, che apparteneva al capitano viola. La notizia è stata pubblicata sul sito di entrambi i club. Sopra la scritta una foto che ritrae il difensore, all’interno della stadio Artemio Franchi, mentre mostra la maglia con il numero 13 ed accanto la frase: “Questa maglia sarà per sempre tua”.

Pubblicato su Il Mattino di Padova