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Dramma familiare, muore il marito: ora la moglie è grave

Lui è morto a 49 anni, a soli 15 giorni da una diagnosi che non lasciava speranze. Contemporaneamente lei è stata ricoverata, a un anno da un altro tragico lutto

MASSANZAGO. I familiari hanno scoperto che era malato terminale solo 15 giorni prima che morisse.Dramma in casa di Paolo Perin, 49 anni, posatore edile, spirato domenica all’hospice di Camposampiero. Nelle sue ultime due settimane di vita era stato formato un gruppo su Whatsapp che si teneva aggiornato sulla sua salute e si organizzava in turni per andarlo a trovare in modo da fargli compagnia senza stancarlo. Domani, alle 15, viene celebrato il funerale nella chiesa di San Pio X. Luciano Perin, il papà, non si dà pace: appena un anno fa, il 26 febbraio 2014, ha perso la moglie Anna Maria Alfier, 73 anni. La donna, colpita da malore mentre rincasava in bicicletta, era caduta nel fossato davanti al cancello, morendo.

«Medico e ospedale mio figlio non li aveva mai visti», sospira Luciano Perin, «il nostro dottore lo conosceva solo perché andava a ritirare le ricette per sua moglie, malata anche lei gravemente e ricoverata da due settimane».

Il dramma ha avuto inizio il 15 febbraio scorso. «Paolo non stava bene», ricorda Luciano Perin, «seduto in poltrona mi diceva di essere fiacco, di non avere forza. Gli ho detto che lo portavo al Pronto soccorso, ma mi ha risposto che lo avrebbe accompagnato la figlia». La giovane, vedendo il padre molto provato, ha però preferito chiamare l’ambulanza. «È salito da solo», dice ancora Luciano Perin, «ed è stato ricoverato in Medicina». Dopo alcuni giorni Perin è stato convocato dai medici del “Pietro Cosma” per un colloquio. Quello che gli hanno riferito lo ha distrutto. «Guardi che suo figlio ha 4-5 giorni di vita», è stata la terribile comunicazione.

«Un fulmine a ciel sereno. Mi hanno detto che soffriva di un male incurabile da 7-8 mesi», dice ancora papà Perin, «eppure mio figlio non ha avuto nessun dolore. Da pochi mesi si sentiva debilitato, credeva fosse influenza, mai avremmo pensato a un tumore. I medici mi hanno detto che purtroppo stare sempre bene è un male, perché non si fa alcun controllo». A fine febbraio Paolo Perin era stato trasferito all’hospice. «Mi diceva: papà, guarda che bel posto, sono rinato», sospira l’anziano genitore. «Se sapessi dove ti hanno portato, questa è l’ultima tappa, avrei voluto dirgli…» Sconvolti i conoscenti di Paolo Perin, che lo ricordano come un grande lavoratore. Stasera, alle 19.30, il rosario di suffragio in chiesa.

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Pubblicato su Il Mattino di Padova