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Acciaierie, ultimo saluto a Todita

Oggi i funerali dell’operaio ustionato, l’emozione dei familiari e dei lavoratori alla camera ardente

Un bara chiara, color miele. Sopra dei fiori bianchi. Attorno tante sedie. La camera ardente di Sergiu Todita, l’operaio di 39 anni delle Acciaierie Venete morto il 6 giugno al centro Grandi Ustionati dell’Ospedale di Cesena in seguito all’incidente sul lavoro del 13 maggio, è stata allestita ieri alla Casa Funeraria Borgio di via Matteotti, a Cadoneghe. Il feretro, arrivato da Cesena poco dopo le 13.30, era già sigillato. Colleghi e amici non hanno potuto vedere Sergiu per l’ultima volta, reso quasi irriconoscibile dalle ustioni su tutto il corpo. In piccoli gruppi di due o tre persone i colleghi delle Acciaierie non hanno mancato all’appuntamento. Occhi lucidi, sguardi bassi, ceste di fiori in mano, sono entrati nella stanza dove era stata disposta la bara dell’operaio di origine moldava. Insieme a loro sorrette da altre donne, e dall’affetto che in questi giorni tutti stanno dimostrando, la moglie Rodica e la figlia Vittoria.

In mattinata, poi, a dare il suo sostegno nonostante il momento di fortissima preoccupazione, è arrivata anche Valerica, la moglie di Marian Bratu, l’altro operaio rimasto gravemente ferito nell’infortunio sul lavoro e che tutt’ora lotta tra la vita e la morte in Terapia Intensiva a Padova.

La moglie di Sergiu, la figlia, i colleghi e gli amici, sono arrivati davanti alla Casa Funeraria con largo anticipo. Riparati dall’ombra di qualche albero, hanno atteso nel piazzale assolato l’arrivo del carro funebre. Poi, una volta arrivato, in una lenta processione, hanno seguito il feretro che è stato disposto nella stanza adibita a camera ardente. Si sono disposti tutti attorno alla bara. A parlare a nome di tutti con la voce rotta dall’emozione è stato Stefano Lazzarini, collega e amico di Sergiu Todita e rappresentante sindacale della Fiom Cgil. Prima ha fatto un breve discorso di commiato, poi ha invitato tutti a fare una preghiera, e infine ha ricordato un piccolo aneddoto su Sergiu: «Il sabato prima dell’incidente era stato il mio compleanno. Sergiu mi aveva fatto gli auguri e mi aveva detto che avrei dovuto offrirgli da bere. Stavo aspettando lunedì per festeggiare al lavoro e offrirgli da bere come gli avevo promesso, ma non ci siamo arrivati» . Oggi la bara dell’operaio delle Acciaierie partirà dalla camera ardente di Cadoneghe, che ieri è rimasta aperta fino alle 20, e arriverà nella chiesa ortodossa di Brusegana, dove alle 10 verrà celebrato il funerale. Todita riposerà poi nel cimitero di Sant’Antonino all’Arcella, dove abitava con la moglie e la figlia.

Ancora in sospeso il futuro del sito produttivo di Acciaierie Venete dopo l’incidente mortale che ha coinvolto altri 3 colleghi. È saltato infatti l’incontro che ieri mattina doveva vedere allo stesso tavolo lo Spisal padovano e la proprietà e si attende di sapere il giorno in cui verrà fissato un nuovo confronto fra le parti. Mentre i colleghi si raccolgono attorno ai congiunti della vittima emerge che l’azienda sta supportando economicamente la famiglia di Todita costretta ad affrontare, oltre al dolore della perdita, anche tutte le difficoltà economiche e burocratiche della scomparsa. «In casi come questi è sempre estremante difficile affrontare spese e incombenze burocratiche che sembrano insormontabili» dichiarano fonti aziendali «ci siamo quindi resi disponibili a offrire un aiuto».

Pubblicato su Il Mattino di Padova