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Muore a 22 anni andando a un compleanno «Le frenate, poi il buio: Gioele non c’è più»

L’amico alla guida della moto: «Quella macchina si è immessa ma non si muoveva, noi non stavamo correndo forte»  



«Ho visto quella macchina uscire dal cancello e ho frenato. Poi ho subito valutato che quando con la mia moto sarei arrivato lì quella Crysler Voyager si sarebbe già immessa in strada. Ma non l’ha fatto, è rimasta lì e quindi ho frenato una seconda volta. Poi c’è stato lo schianto». È Tobia Brasiliani, 24 anni fratello di Giole – il ragazzo di 22 anni morto sabato sera – a raccontare dell’incontro con l’amico che si trovava alla guida della moto Husqvarna 600 coinvolta verso le 20.25 in un incidente stradale in via Montà. Un incidente costato la vita a Gioele, seduto dietro al momento dell’impatto. Uno scontro di per sé banale, il racconto, ma che ha sbalzato a terra Gioele lasciandolo senza vita.

un chilometro da casa

Giole e l’amico facevano ritorno dal centro dove si erano incontrati con altri ragazzi al “Gancino” di piazza Duomo. «Stavano tornando a casa visto che mio fratello doveva cambiarsi per venire al compleanno della mia ragazza» ricorda il fratello Tobia. Piove e la tragedia si consuma lungo via Montà un centinaio di metri prima del semaforo che regola l’incrocio con le vie Capitello e della Biscia. I ragazzi viaggiano verso Ponterotto, Villafranca. Verso l’abitazione di Gioele, in via Giuseppe Morandini. Sono quasi arrivati, manca poco più un chilometro. Spunta la Voyager e il racconto dell’amico è chiaro. Vede la macchina che si sta immettendo nell’opposta corsia di marcia, frena due volte ma alla fine l’urto è inevitabile. «Non stavano correndo, mi ha detto che è rotolato tre metri a sinistra raccontandomi che mio fratello è finito a tre metri a destra» dice Tobia. «È andato a vedere come stava, ma ha subito capito che non c’era nulla da fare, era immobile». Il ragazzo che guidava la moto ha una vertebra rotta, della abrasioni, un occhio gonfio, ma non ha mai perso conoscenza, si ricorda tutto di quell’incidente e non si dà pace per la morte del suo amico e collega di lavoro. Alla guida della Chrysler c’era P.B. 63 anni, illeso. Dopo lo scontro è rimasto in stato di choc all’interno dell’auto. Era spaventato e non parlava. L’incidente è stato rilevato dalla Polizia Municipale che ieri pomeriggio è tornata sul posto per eseguire altre misurazioni e rilievi.

agente finanziario

Gioele lavorava alle dipendenze del fratello Tobia, all’Edera Nordest una società che si occupa di servizi finanziari per la quale lavora anche l’amico coinvolto. Era molto impegnato nel lavoro, che divideva con la sua grande passione, la palestra. Aveva studiato al Valle. «Mio fratello era un ragazzo fantastico, aveva veramente un bel carattere, era buono e cortese con tutti» lo ricorda Tobia. Ieri pomeriggio nell’abitazione di famiglia c’è stato un viavai di parenti e amici, tutti a portare una parola di cordoglio al papà Massimo, già candidato alla Camera nelle politiche del 2018 per il Popolo della Famiglia, oltre alla mamma Cristiana e alla sorella Aura. I genitori saputo dell’incidente si sono precipitati sul posto chinandosi sul figlio, senza vita. Uno strazio. I vigili, come da prassi hanno effettuato l’esame dell’alcoltest sia all’automobilista che al motociclista. —

Pubblicato su Il Mattino di Padova