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Gottardi contro il ministro inglese «Offesa la memoria delle vittime»

Il papà di Marco si è affidato all’avvocato Pinelli per chiedere la tutela diplomatica «Inammissibile dire che Gloria e mio figlio siano stati responsabili della loro morte» 



Lo aveva annunciato nella serata di martedì, apprendendo delle improvvide dichiarazioni e della retromarcia (accompagnata dalle scuse) del ministro inglese per i rapporti con il Parlamento Jacob Rees- Mogg, che ha accusato le vittime delle Grenfeell Tower di non avere avuto il «buonsenso di scappare».

Giannino Gottardi, il padre di Marco, il giovane di San Stino di Livenza (Ve) morto nel rogo del 14 giugno 2017 assieme alla fidanzata Gloria Trevisan di Camposampiero, ha affidato all’avvocato Fabio Pinelli l’incarico di assumere tutte le iniziative di tutela dell’immagine dei due ragazzi.

Le dichiarazioni rese da Rees-Mogg in una trasmissione radiofonica addebitano a Marco Gottardi e a Gloria Trevisan - così come alle altre 70 vittime - la responsabilità di non avere «violato l’ordine imposto dai vigili del fuoco di rimanere barricati nel proprio appartamento».

«Si tratta», ribadisce l’avvocato Pinelli, «di affermazioni gravissime, lesive della memoria delle vittime, che stravolgono in evidente malafede la realtà degli eventi. Marco e Gloria hanno perduto la vita per l’assurda e inconcepibile carenza sotto il profilo della tutela della sicurezza e dei presìdi antincendio dell’edificio in cui abitavano, oltreché per la manifesta inadeguatezza dell’Autorità britannica di pubblica sicurezza, che si è dimostrata incapace di un efficace piano di evacuazione dell’immobile attinto dalle fiamme».

L’incendio delle Grenfell Tower, come ha messo in luce la corposa relazione pubblicata pochi giorni fa, aveva evidenziato limiti nella sicurezza inaccettabili. «Affermare che Marco e Gloria siano i responsabili del proprio decesso è inammissibile. È un fatto così grave da non meritare alcun altro commento», conclude l’avvocato Fabio Pinelli. «Abbiamo trasmesso formale richiesta di tutela per via diplomatica al ministro degli Esteri Luigi Di Maio, per ottenere una pubblica censura delle così odiose esternazioni del ministro di Sua Maestà, offensive della memoria di cittadini italiane vittime di questa tragedia».

Nel frattempo il governo italiano non ha replicato alle dichiarazioni di Rees-Mogg. «L’ultimo contatto a livello politico nazionale lo avemmo ancora nel 2017», ricorda Giannino Gottardi, «grazie a una lettera dell’allora presidente della Camera Laura Boldrini. Poi più nulla. La Regione Veneto ci è sempre vicina».

A Londra ieri Rees-Mogg è stato criticato anche da membri del suo stesso partito, quello conservatore. In più si registra un duro attacco a lui e alla politica dal popolare rapper britannico Stormzy. Della gaffe del ministro inglese si è occupato anche il New York Times, nell’edizione on line di martedì, a cura di Benjamin Mueller. —





Pubblicato su Il Mattino di Padova