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Famiglia in attesa del nulla osta per il funerale di Mirco Maistro

L’uomo colto da un malore martedì sera durante il jogging nel giorno del suo compleanno Nativo di Battaglia amava la corsa e o viaggi in camper

VIGODARZERE. Non si conosce ancora la data del funerale di Mirco Maistro, l’uomo di 59 anni deceduto l’altra sera a pochi metri da casa, a Saletto di Vigodarzere, mentre faceva jogging.

Il nulla osta per la sua sepoltura non è ancora stato rilasciato: sul corpo dell’uomo, che si trova all’obitorio di Padova, probabilmente sarà effettuata un’autopsia o comunque degli accertamenti per comprendere quale sia la causa della sua morte, cosi improvvisa e repentina. Mirco Maistro, infatti, era uno sportivo: ogni sera usciva per una corsetta lungo le strade del quartiere e spesso partecipava alle maratone amatoriali.

Non si comprende ancora per quale causa martedì sera, intorno alle 18. 30, si sia sentito male e sia spirato. Era il giorno del suo compleanno, compiva 59 anni, e verso le 18. 30 era ormai giunto in prossimità di casa (mancavano una ventina di metri appena) quando degli automobilisti di passaggio lo hanno visto arrestarsi, aggrapparsi alla ringhiera di una casa e piano piano scivolare a terra. A nulla sono valsi i tentativi dei sanitari, accorsi con un’ambulanza, di rianimare il suo cuore. L’uomo non ha più dato segni di vita. Maistro, nativo di Battaglia Terme, lavorava come autotrasportatore e amava, oltre alla corsa, anche i viaggi in camper insieme alla moglie Emanuela e agli amici. I momenti felici li hanno immortalati nelle foto delle vacanze e in un diario di bordo che racchiude gli itinerari e i racconti di tutti i loro viaggi. Un uomo tranquillo, semplice e gioviale, che quando incrociava i vicini non lesinava saluti e sorrisi. Lo vedevano sempre, immancabile, correre a piedi lungo le strade di Saletto, come spesso lo incrociavano a bordo del camper, pronto per un nuovo viaggio. Numerosi vicini si sono raccolti in via Galilei, martedì sera, riponendo speranza nell’intervento dei sanitari, cercando di confortare la disperazione della moglie Emanuela, avvisata del malore del marito e accorsa in strada. L’uomo, oltre alla moglie, lascia anche una figlia, Jessica, che da tempo abita fuori casa insieme al compagno. ––

Cristina Salvato

Pubblicato su Il Mattino di Padova