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Morto in casa da 3 mesi dimenticato da tutti

Il fratello, con problemi psichici, ha convissuto con il cadavere. Nella Bassa è l’ennesimo caso finito fuori dai radar della rete sociale

Morire senza che nessuno si accorga della tua assenza. È un fenomeno che, purtroppo, conferma di non essere così raro. Il caso avvenuto venerdì a Ospedaletto Euganeo è l’ennesimo, e lo è in particolare nella Bassa padovana dove pare davvero più facile uscire dal “radar” di affetti, concittadini, vicini di casa e istituzioni. Venerdì scorso un uomo di 70 anni – Silvano Ambrosi, celibe e pensionato – è stato trovato morto nel letto della sua camera, nell’abitazione di via Boschette che condivideva con il fratello 55enne. L’uomo era morto da almeno tre mesi e nessuno si era accorto della sua scomparsa, nemmeno il fratello con cui era letteralmente separato in casa.

Una situazione a dir poco incredibile e davvero difficilmente comprensibile. Ambrosi era autonomo, anche se in serie difficoltà sociali, mentre il fratello era affidato ad un amministratore di sostegno visti i gravi problemi psichici. Gli uffici del Sociale del Comune – lo ha spiegato il sindaco Giacomo Scapin – avevano contatti con i due, ma limitati dal fatto che entrambi i fratelli reclamavano da sempre la loro autonomia. Anche su questo aspetto, probabilmente, la Procura cercherà di vederci chiaro.

Il caso ricorda quello dello scorso maggio, avvenuto sempre nella Bassa padovana: a Sant’Urbano un 54enne era riuscito a custodire nella legnaia di casa i cadaveri dello zio e della madre, entrambi 87enni, morti rispettivamente da quattro anni e mezzo e da sei mesi. Anche in quella situazione nessuno si era accorto della morte dei due, letteralmente usciti dall’orbita di servizi sociali comunali e assistenza sanitaria. La cronaca di questi anni racconta in realtà di molti altri cadaveri nella Bassa padovana – in particolare di anziani o celibi senza lavoro, residenti in aree di campagna e in casolari privi di vicinato – scoperti a giorni e settimane dalla loro morte. Ci si accorge della loro assenza per una macchina ferma da tempo in cortile, per la posta che trabocca dalla cassetta, per il forte odore che arriva dall’abitazione, per una casuale chiamata non risposta. E il fenomeno diventa ancor più incredibile quanto ha luogo in città. A ottobre fece scalpore la morte dei fratelli Gianfranco e Giorgio Granello, 77 e 71 anni, un passato di professori alle superiori. Furono trovati in camera da letto, al 3° piano di una palazzina di Rivera Paleocapa, a Padova. Anche loro erano morti da giorni. Sempre a Padova, ad agosto, era toccato a un 52enne residente in una palazzina tra via Marsilio da Padova e piazza dei Frutti. Prima di scoprire il suo cadavere – e solo l’odore di decomposizione ha allarmato i residenti – sono dovuti passare dieci giorni. –

Pubblicato su Il Mattino di Padova