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Scarcerato a Madrid e rispedito in Italia Il marito di Samira atteso dal suo legale

Al telefono con l’avvocato, Barbri ha ribadito la sua versione Ma resta un buco di 3 ore nella notte in cui la moglie è sparita

Mohamed Barbri potrebbe essere in Italia già nella giornata di oggi, al massimo domani. Dal carcere di Madrid, il marocchino accusato della morte della moglie Samira El Attar dovrebbe essere trasferito o al carcere di San Vittore (Milano) o a quello di Rovigo. E intanto, in una seconda chiamata indirizzata al suo difensore Daniele Pizzi, Barbri ha assicurato di non aver mai raggiunto il casolare abbandonato, lungo il Gorzone, nella notte del 22 ottobre. Lì, lo dice il sistema gps del suo cellulare, Barbri si sarebbe fermato dalle 4.37 alle 7.01.

IL RITORNO IN ITALIA

Sparito di casa il primo gennaio e arrestato il 13 a Madrid, Barbri dovrebbe rientrare in Italia già oggi. Non ha opposto resistenza e dunque il trasferimento dovrebbe compiersi nel giro di sette giorni. Nessuna comunicazione ufficiale, in merito, è pervenuta al suo legale difensore, l’avvocato Daniele Pizzi: «Penso che lo verrò a sapere solo una volta entrato in carcere», conferma l’avvocato, incerto se il suo assistito sarà rinchiuso a Rovigo o a Milano. In una prima telefonata rivolta a Pizzi, Barbri aveva peraltro spiegato che il 13 gennaio aveva in tasca un biglietto dell’autobus per rientrare in Italia.

IN SPAGNA PER SAMIRA

«Ho avuto modo di ricevere un’altra chiamata da Barbri, sempre della durata di 8 minuti, e ho potuto chiedere cosa ci facesse in Spagna», continua l’avvocato milanese. «Lui mi ha spiegato molto velocemente che aveva indizi validi per pensare che Samira potesse trovarsi in Spagna. È andato là per cercarla. Ho chiesto come mai avesse lasciato a casa il suo cellulare e lui mi ha detto che era per far giocare sua figlia con le app del telefono». Risposta, ovviamente, che viene ritenuta assai poco credibile.

IL CASOLARE

L’avvocato Pizzi è anche riuscito a chiedere spiegazioni sulla presenza di Barbri nel casolare di via Gorzon Sinistro Inferiore: il sistema gps del suo telefono cellulare indica infatti che il marocchino, nella notte del 22 ottobre (la moglie era scomparsa alle 10.30 del 21), era uscito di casa alle 3.59, aveva percorso 1,7 chilometri in 38 minuti per arrivare appunto in quel casolare lungo l’argine del Gorzone. Lì era rimasto fino alle 7.01. «Barbri sostiene di non esserci mai andato. Anzi, ribadisce che dopo mezzanotte è uscito per raggiungere la caserma dei carabinieri di Boara Pisani e denunciare la scomparsa della moglie. Da lì assicura di essersi spostato verso quella di Solesino. Visto che entrambe le stazioni erano chiuse, è rientrato a casa per sporgere poi denuncia la mattina dopo».

TANTI DUBBI

E il cellulare del marocchino come è arrivato in quel rudere bagnato dal Gorzone? «Sarà la prima domanda che gli porrò non appena potrò avere un colloquio con lui faccia a faccia». In quella zona, peraltro, i Ris di Parma hanno rilevato 14 tamponi di tracce biologiche, attualmente al vaglio dell’esame del Dna. Intanto ieri, proprio nei pressi del casolare, la famiglia di Samira – con mamma Malika e il fratello Aziz in testa – ha voluto setacciare la zona sperando di trovare qualche indizio utile al ritrovamento del corpo della 43enne. «Mia figlia è qui, me lo sento. Ormai non ho più speranze che sia viva», ha ribadito in lacrime la madre della donna. —

Pubblicato su Il Mattino di Padova