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Tragedia di Ponso, l’autopsia prima dell’addio a Safyya

Le comunità marocchine  stanno cercando di aiutare la famiglia per poter portare il feretro della piccola nel Paese d’origine dei genitori 

PONSO

Non è ancora stata fissata la data del funerale della piccola Safiyya, la bambina di 14 mesi che ha perso la vita nella mattinata di domenica a causa di un tragico incidente nel cortile di casa, in via Palazzi. Il nonno paterno stava facendo una manovra in retromarcia per uscire dal cancello quando la piccolina, che camminava appena, è riuscita a sfuggire dallo sguardo vigile dei genitori e si è ritrovata nel tragitto dell’auto che procedeva a passo d’uomo.

L’impatto del paraurti contro la fronte della bimba è stato fatale, a nulla è valso l’immediato intervento del nonno che ha tentato di rianimarla sul divano di casa e l’arrivo dell’elisoccorso e del suem 118, la piccola ha perso la vita sul colpo. Una famiglia distrutta dal dolore, una coppia giovane, perfettamente integrata e piena di sogni, che da oltre quindici anni dal Marocco si era trasferita in Italia per cominciare una nuova vita. Il padre della piccola Nour Eddine, di 28 anni gestisce una ditta autonoma che si occupa di braccianti per l’agricoltura, mentre mamma Halima, 21 anni, casalinga, si prendeva cura nella casa che condivideva con i genitori del marito, della sua unica figlia nata a maggio dello scorso anni.

Un mazzo di rose bianche nel cortile ricorda il tragico evento, mentre da domenica parenti, amici, i rappresentanti delle comunità marocchine locali e l’amministrazione comunale di Ponso a turno, portano parole di conforto ai genitori distrutti dal dolore. A.B., il nonno della piccola, è indagato per omicidio colposo, ma il racconto del vicino di casa Massimiliano, che ha assistito alla scena dell’impatto potrebbe scagionarlo.

I familiari ora sono in attesa di conoscere la data dell’autopsia per poi capire come e dove poter gestire il rito funebre della piccola. Avranno la possibilità di darle sepoltura in un cimitero comunale, che ospita tombe e loculi di altre fedi, oppure, grazie al sostegno delle comunità marocchine, potranno portare il feretro della piccola Safiyya in Marocco. —

Pubblicato su Il Mattino di Padova