• Home
  •  > Notizie
  •  > Venezia, cade dal quinto piano del Bauer e muore. L’incidente dopo una serata con gli amici

Venezia, cade dal quinto piano del Bauer e muore. L’incidente dopo una serata con gli amici

La vittima è un turista slovacco di 22 anni: l’ipotesi è che sia scivolato di notte confuso dall’alcol. Trovato nel cortile interno

VENEZIA. La festa con gli amici. La bevuta e poi nel cuore della notte il giovane esce dalla sua stanza, percorre un corridoio apre una porta anti-panico e vola di sotto, dal quinto piano. Una caduta di una quindicina di metri che non lasciano scampo al 22enne slovacco, a Venezia da qualche giorno insieme a due amici, tutti di buona famiglia e ospiti dell’Hotel Bauer, dove la tragedia si è consumata nella notte tra lunedì e martedì. Ieri mattina il corpo del giovane è stato trovato sul pavimento del cortile interno dell’hotel. Per la polizia si tratta di un incidente che porta a riflettere su come sia stato facile cadere nel vuoto, dopo avere aperto una porta anti panico. La direzione dell’hotel, tra i più esclusivi di Venezia, non ha voluto commentare l’accaduto.

Sono da poco passate le 8 di martedì mattina quando scatta l’allarme. Un dipendente dell’hotel nota il giovane inanimato sul pavimento del cortile interno dell’hotel. È il cortile interno dove arrivano le scale di sicurezza antincendio. Quel ragazzo a terra indossa solo mutande e maglietta. È uno dei tre giovani slovacchi che sono ospiti in due stanze al quinto piano. Purtroppo per lui non c’è più nulla da fare. Il medico del Suem intervenuto sul posto non può fare altro che constatarne la morte. Arrivano gli agenti delle volanti e anche i vigili del fuoco, per capire cosa sia successo.

Poco dopo vengono svegliati i due amici arrivati in laguna assieme al giovane. All’inizio non viene scartata nessuna ipotesi: dal coinvolgimento di altre persone al gioco fatale, dal suicidio a un incidente. Poi, con il passare del tempo, prende sempre più corpo la pista dell’incidente, in seguito a condizioni psicofisiche critiche del ragazzo. Questo anche grazie al medico legale, che ha visionato non solo il cadavere ma anche il punto della caduta. A questo si deve aggiungere pure quello che hanno messo a verbale i due amici.

Questi due hanno raccontato agli agenti del commissariato di San Marco che la sera prima avevano fatto festa, bevendo parecchio alcol. Loro ricordano di essere andati a dormire, ma di non aver notato nulla di strano o di preoccupante nell’amico. Sta di fatto che di notte, in base alla ricostruzione fin qui fatta dalla polizia, in ragazzo è uscito dalla sua stanza, non è chiaro per quale motivo, ha percorso il corridoio diretto verso una porta che conduce a un terrazzino accanto alle scale antincendio. E da qui è precipitato. Voleva fare un’acrobazia? O è scivolato dopo aver perso l’equilibrio? Per ora non è ancora chiaro.

Interrogati i due giovani amici, i poliziotti hanno chiesto loro se avessero fatto uso di sostanze stupefacenti. Ma entrambi hanno negato e, da quanto si è appreso, non sono state trovate tracce di droga nelle stanze. Il magistrato di turno ha ordinato l’autopsia. In questi casi è prassi che si verifichi se la vittima fosse sotto l’effetto di sostanze stupefacenti al momento dell’incidente. Inoltre certe droghe a volte hanno effetti ritardati, anche di diverse ore, alterando la percezione della realtà nelle persone che l’hanno assunte.

Pubblicato su Il Mattino di Padova