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L’ultimo saluto di mamma Rossella al figlio: «Sarai nella mia anima»

Ieri il funerale di Vincenzo Billeci, 29 anni, morto in seguito a un malore al lavoro.  Il paese abbraccia i genitori, il padre con i colleghi carabinieri porta in spalla la bara

GRANZE. «Sei stato una meteora nella mia vita ed hai lasciato delle tracce indelebili, ne hai combinate tante eri un monello da piccolo ma adesso sono così fiera ed orgogliosa di essere stata la tua mamma. Ti ho insegnato tante cose, ora sono io a dirti grazie. Grazie Vincenzo, perché ora sono io che ho imparato da te. Mi sento così piccola davanti a mio figlio, mi sento impotente. Noi adulti e genitori critichiamo questi ragazzi così spontanei ma siamo solo noi adulti che dobbiamo dimostrare qualcosa, loro fanno le cose con amore. Ti ho perso nel corpo, ma sarai sempre nella mia anima» le parole commosse di mamma Rossella, che ieri mattina ha dato l’ultimo saluto a suo figlio.

Oltre trecento persone nel piazzale davanti la piccola chiesa di Granze, una comunità che si è fermata ed ha chiuso le sue strade per la cerimonia funebre di Vincenzo Billeci, che a soli 29 anni ha perso la vita lottando per oltre 10 giorni dopo che un malore lo aveva colto sul luogo di lavoro il 9 luglio scorso.

La bara coperta di girasoli e fiori bianchi in una chiesa gremita dai tanti amici, dai colleghi della Komatsu che avevano prestato i primi soccorsi sul luogo del malore, dai volontari della Croce verde di cui Vincenzo faceva parte e le massime autorità dell’arma dei Carabinieri che hanno accolto con il saluto militare il figlio del collega Filippo, comandante della stazione dei Carabinieri di Battaglia Terme.

«Un momento particolare per la nostra comunità che ha perso in pochi giorni due giovani vite. Ed è proprio ora che dobbiamo restare più uniti, nel conforto e nella presenza. I sogni di Vincenzo avevano trovato la loro strada per realizzarsi, ma una mattina è andato al lavoro e non è più tornato. Una vita briosa la tua, viva ed altruista» racconta don Andrea Pellegrini nell’omelia «hai sempre dato tanto agli altri, qui in parrocchia, ma anche di nascosto. Quando tua mamma ti ha chiesto perché non le avevi detto delle donazioni che facevi ai bambini malati di leucemia le hai risposto “mamma, il bene si fa in silenzio, non si dice altrimenti non è bene”» a queste toccanti parole è seguito un lungo applauso, mentre i genitori, le sorelle, i nipoti e la nonna, si sono stretti in un abbraccio.

Una cerimonia composta e semplice, terminata sulle note della canzone di Elisa “Ti vorrei sollevare”, mentre papà Filippo dopo aver accarezzato a lungo la bara di suo figlio l’ha presa in spalla, aiutato dai colleghi, per un momento di raccoglimento nei giardini del comune.

Al ricordo del sindaco Damiano Fusaro, sono seguite le lettere di don Luca Ferro ex parroco di Granze, del vescovo Claudio Cipolla e di don Andrea «un giovane altruista, che faceva del bene sottovoce, e che lo ha fatto fino alla fine donando i suoi organi. Buon viaggio Vincenzo».

Uno striscione con la scritta “Ciao Vinci” ha fatto da sfondo ai commiati degli amici, alla lettura della poesia “la morte non è niente” di Henry Scott Holland voluta dalla famiglia e alle parole di una madre che per ricordare il figlio scomparso ha aperto le porte di casa a tutti gli amici «Quanta gente che ci vuole bene e che vuole bene a Vincenzo. Quando volete veniteci a trovare, a portare un suo ricordo, per noi è sufficiente, per noi è importante». ––

Pubblicato su Il Mattino di Padova