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L’addio a Este al tenore Giuseppe Giacomini: «Papà, canta libero noi ti ascolteremo»

Commossa cerimonia per l’ultimo saluto al tenore. Le toccanti parole della figlia e del piccolo nipote

ESTE. «Canta papà, canta libero e felice al cospetto di Dio e degli angeli, canta, noi ti ascolteremo da quaggiù. Tra i nomi altisonanti hai sempre scelto con il cuore e il tuo cuore sceglieva i più piccoli, sceglieva sempre la terra. Hai dimostrato che un uomo può vivere intriso di umiltà, pur servando grandi talenti e il tuo talento più grande lo hai custodito come una missione, mai motivo di vanto ma di eterna riconoscenza».

Queste le parole di ricordo della figlia Giovanna durante la cerimonia funebre del Maestro e tenore Giuseppe Giacomini, che ad 80 anni è mancato nella mattinata di mercoledì mentre era in villeggiatura tra le sue amate montagne di Agordo. Rappresentanti del mondo della lirica e della musica, i sindaci di Este Roberta e Gallana e di Monselice Giorgia Bedin, tanti amici e parenti, una chiesa gremita ieri mattina per l’ultimo saluto ad una delle più grandi voci internazionali della lirica di metà del Ventesimo secolo.

Don Lorenzo ha celebrato una cerimonia semplice ed intima nella Basilica di Santa Maria delle Grazie di Este, il primo “palcoscenico” del tenore Giacomini che da adolescente ha mosso nella schola cantorum parrocchiale i primi passi nel mondo della musica «la voce che Dio ti ha dato ha commosso i meridiani e paralleli di tutto il mondo, hai emozionato i più prestigiosi teatri. Hai cantato tante volte in questa chiesa a te cara, in cui è cresciuta la tua vocazione ed oggi il nostro coro rende grazie a te e canta per te».

Un’omelia incentrata nei ricordi del Maestro, nella sua dedizione alla famiglia e a Dio, della sua vita piena nel desiderio di potersi esprimere nella musica, immagini della sua terra e della campagna a cui era affezionato, degli inizi della sua carriera in un pullman di ritorno da una rappresentazione lirica all’arena di Verona e delle tante prove della vita che ha affrontato «si dice che la bellezza salverà il mondo e tu Giuseppe la bellezza l’hai costruita e donata agli altri» conclude don Lorenzo. «Ci hai aiutato con i tuoi concerti a reperire i fondi per ristrutturare il convento di San Giacomo di Monselice, mettevi al servizio degli altri i tuoi doni. In punta di piedi, riservato, ci insegnavi che la disciplina fa crescere, che giova a tutti, caro Bepi, quante cose ci hai insegnato» le parole dell’amico Riccardo Ghidotti che ha donato un ritratto intimo e toccante del maestro.

La cerimonia, prima di chiudersi nelle note di un brano interpretato da Giuseppe Giacomini, ha lasciato spazio ai ricordi della sovraintendente della Fondazione Arena di Verona Cecilia Gasdia, dei parenti e del piccolo nipote Gabriele: «Nonno sei stato con me per 10 bellissimi anni e so che adesso mi guarderai crescere e mi proteggerai da lassù. Ora canterai con gli angeli, ti voglio bene». La cerimonia è proseguita verso il cimitero maggiore di Monselice, dove il Maestro riposerà nella tomba di famiglia. Giacomini lascia a la moglie Massimiliana “Liliana”, la figlia Giovanna e il figlio Giacomo, gli adorati nipoti Edoardo, Lorenzo e Gabriele.  

Pubblicato su Il Mattino di Padova