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Studentessa veneta stroncata da aneurisma in Olanda: aveva 19 anni

Veronica Zanon, di Mestre, studiava Business ad Amsterdam. La nonna distrutta: «Era bellissima come Biancaneve»

MESTRE. Veronica aveva 19 anni, era bella, aveva gli occhi verdi e lo sguardo profondo. Voleva lavorare nel settore della moda, in particolare nel campo del business e della ricerca.

Per questo lo scorso anno, finite le superiori, aveva scelto di andare all’estero per frequentare una prestigiosa università ad Amsterdam. E poi nei suoi progetti sognava gli Stati Uniti dove intendeva specializzarsi.

Veronica è morta sabato 16 ottobre per aneurisma. Le sue spoglie torneranno in Italia sabato con i genitori. Veronica Corinne Zanon, per i familiari e gli amici era Vevve.

Era nipote di Maurizio e Nadia Fiorini, come dire Seemar, una delle più importanti aziende di import export di pesce a livello nazionale con sede in via Terraglietto dove vive la famiglia quando non è a Miami, la seconda residenza.

La nonna la ricorda «bella, alta e dolce e tanto attaccata alla famiglia anche se proiettata verso il mondo». Una ragazza dalle idee chiare sul suo futuro. Dopo le scuole dell’obbligo si era iscritta alla scuola internazionale. Aveva terminato le superiori alla H-Farm International School.

Il suo sguardo, fin da adolescente, andava ben oltre i confini del nostro Paese anche perché già i nonni vivevano tra Mestre e gli Stati Uniti. «È stata svezzata tra l’Italia e gli Stati Uniti», ricorda la nonna. Quando ha deciso di iscriversi all’Università, ha presentato varie domande a università prestigiose di mezza Europa. La prima a sceglierla era stato un college inglese.

Ma poi la Brexit ha congelato tutto. Quindi l’Olanda, e in particolare Amsterdam, dove ha sede una delle più prestigiose università per chi vuole occuparsi di business e ricerca nel mondo della moda. Vevve non aveva problemi con le lingue straniere, ne parlava correttamente cinque.

Venerdì 15 sera, dopo essere uscita con delle amiche e il fidanzato spagnolo, era rientrata a casa presto perché non si sentiva bene. Alle 23 era già a letto. Sabato mattina il fidanzato ha cercato di svegliarla perché dovevano preparare un esame. Ma Vevve non ha risposto. La chiamata all’ospedale e l’inutile corsa al pronto soccorso. Veronica era già morta. Avvisati i genitori che hanno raggiunto l’Olanda nella stessa serata.

In ospedale hanno eseguito l’autopsia che ha confermato quello che i medici che avevano cercato di rianimarla sospettavano: aneurisma. I genitori sono ancora ad Amsterdam perché hanno deciso di fare cremare la salma della ragazza. Rientreranno a Mestre sabato.

«Ho voluto vederla per l’ultima volta e ho chiesto una sua foto a mio figlio. Era bellissima come Biancaneve. Abbiamo deciso che potevamo lasciare ad un cimitero Veronica. La vogliamo sempre con noi in famiglia», racconta la nonna Nadia, «Pur essendo in Olanda, ogni dieci giorni aveva bisogno di tornare casa. Ora, come un anno fa, i genitori l’hanno accompagnata ad Amsterdam, sabato 23 ottobre la riporteranno a casa. Veronica sarà però dentro un’urna in braccio a mio figlio».

Pubblicato su Il Mattino di Padova