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Padova. Addio a Salvatore Livorno, una vita tra sindacati e denunce civili

Morto a soli 52 anni il sindacalista che dopo vent’anni in Cgil era passato alla Uil per occuparsi di funzione pubblica

PADOVA. Si è spento a soli 52 anni Salvatore Livorno, noto sindacalista della Uil che però ha militato per molti anni anche nella Cgil. Negli ultimi anni, per il terzo sindacato della “triplice” si occupava della competenza sui lavoratori dello Stato, degli enti locali e della sanità.

La storia sindacale di Livorno è molto lunga. Vent’anni fa, dopo aver vinto un concorso bandito dal ministero dell’Interno, Livorno diventa dipendente della Polstrada. Con il passare degli anni diventa membro delle Rsu della Questura ai tempi del questore Pier Francesco Galante. Nel 2003, poi, entra a far parte della segreteria provinciale della Cgil, guidata da Ilario Simonaggio, a fianco di Rossana Tosato e di Salvatore Mazza, con l’incarico di seguire le problematiche dell’immigrazione e delle disabilità. Dopo l’esperienza in segreteria generale segue le vertenze connesse all’igiene ambientale e, spesso, finisce sulle pagine dei giornali per le sue battaglie a muso duro contro la violazione dei diritti sindacali in alcune aziende del territorio.

E’ stato anche autore di alcuni libri: nel 2019 scrisse con Gianluca Zanella “Quanta bella monnezza”, un libro dedicato alla gestione dei rifiuti nel Nordest. Poi l’anno scorso è uscito “Fottitutto”, un libro in cui denunciava da “insider” le storture del sindacato. 

Pubblicato su Il Mattino di Padova