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Aggredito in casa e legato dai rapinatori, muore 12 ore dopo: dramma a Lorenzago

Angelo Mainardi, 82 anni, è morto domenica pomeriggio dopo la rapina subita nella notte di sabato nell’abitazione in cui viveva da solo. Gli hanno rubato duecento euro, dopo aver messo a soqquadro l’abitazione, e lo hanno lasciato a terra in cucina prima di fuggire nella notte

LORENZAGO DI CADORE. Malmenato, legato e rapinato in casa da due o tre uomini con il volto coperto da un passamontagna. Gli hanno rubato duecento euro, dopo aver messo a soqquadro l’abitazione, e lo hanno lasciato a terra in cucina prima di fuggire nella notte. È una notizia che lacera un’intera comunità quella che arriva da Lorenzago di Cadore.

Angelo Mainardi, 82 anni, è morto domenica pomeriggio dopo la rapina subita nella notte di sabato nell’abitazione in cui viveva da solo, in via Riva. In paese tutti lo conoscono con il soprannome, “Mascute”.

La rapina è avvenuta all’1.30 del mattino, ma solo attorno alle 4 Mainardi è riuscito a chiedere aiuto. Lo ha trovato il fratello, che vive nell’appartamento al piano superiore. Poi nel pomeriggio, la tragedia, con la morte dell’82enne.

La casa in via Riva è stata messa sotto sequestro, e anche la salma. È probabile che venga disposta l’autopsia, per chiarire le cause della morte dell’uomo, avvenuta fra le 12 e le 14.

LA RAPINA

È l’una e mezza del mattino di domenica, Angelo Mainardi si è appisolato e sta dormendo sul divano. All’improvviso, si trova faccia a faccia con due o tre uomini. Hanno il volto coperto da un passamontagna, sono entrati dal portone principale che Mainardi aveva dimenticato di chiudere a chiave.

I banditi lo buttano a terra e lo legano bloccandogli i polsi. Gli chiedono soldi, lui risponde che non ne ha. Mainardi viene trascinato in cucina, mentre la banda rovista in salotto, mettendo tutto a soqquadro. Lo stesso fa in cucina. Trovati duecento euro, la banda si dilegua nella notte.

L’ALLARME

Qualche ora più tardi Angelo Mainardi riesce a chiedere aiuto. Chiama il fratello, che lo trova legato in cucina. Vengono chiamati i carabinieri, che si precipitano in via Riva. Arriva anche l’ambulanza. I medici visitano l’anziano, che non viene portato in ospedale.

I carabinieri raccolgono la testimonianza dell’82enne. Mainardi racconta che gli uomini entrati in casa sua parlavano italiano, ma che non ha potuto vederne i volti perché erano nascosti da un passamontagna. Spiega che gli hanno rubato duecento euro: altro non c’era, in casa del pensionato.

Attorno a mezzogiorno il fratello gli porta il pranzo. Alle 14 torna a vedere come sta e lo trova senza vita.

LE INDAGINI

I carabinieri hanno messo sotto sequestro l’abitazione in cui viveva Angelo Mainardi. La salma è stata portata a Belluno, anch’essa sotto sequestro perché va chiarito cosa abbia provocato la morte dell’82enne, se un malore, se c’entrino in qualche modo le conseguenze della rapina, durante la quale l’uomo è stato malmenato.

I carabinieri stanno acquisendo anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza (soprattutto private, a tutela delle abitazioni) presenti in paese.

Pubblicato su Il Mattino di Padova