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Il jet-set, il mondo imprenditoriale, l’inchiesta giudiziaria: chi era Maria Chiara Gavioli, trovata morta a 47 anni

Ancora ignote le cause del decesso. All’età di soli 47 anni se ne va una figura nota del “jet-set” trevigiano e veneziano, testimonial, modella e protagonista assieme al fratello Stefano anche di alcune controverse vicende giudiziarie

MOGLIANO. È stata trovata morta mercoledì 19 gennaio nella sua villa di Mogliano, in via Morandi, l’imprenditrice ed ex modella Maria Chiara Gavioli.

All’età di soli 47 anni se ne va una figura nota del “jet-set” trevigiano e veneziano, testimonial, modella e protagonista assieme al fratello Stefano anche di alcune controverse vicende giudiziarie nel settore dei servizi ambientali. Maria Chiara Gavioli lascia due figli, rispettivamente di 15 e 11 anni, entrambi studenti del collegio salesiano Astori.

Mistero sulle cause

Non sono al momento note le cause del decesso e la dinamica del suo ritrovamento. Secondo quanto riferito dalla forze dell'ordine, a ritrovare il corpo sarebbe stata la colf e a pochi passi erano presenti alcuni medicinali.

A causare la morte della donna sarebbe stato un arresto cardiocircolatorio.

La colf ha allertato immediatamente i soccorsi. I fatti sono avvenuti nella lussuosa e riservata villa di famiglia: villa Chiarle, nel quartiere Est, un edificio di costruzione settecentesca che negli anni è passato di mano tra diverse importanti famiglie veneziane tra cui anche quella del secondo sindaco di epoca post-unitaria, Luigi Rosada. Maria Chiara Gavioli viveva in una porzione della barchessa, dove risiede anche la madre Giovanna Savio. La famiglia si è stretta da subito in uno stretto e doloroso riserbo. La notizia della prematura scomparsa della ricca ereditiera si è diffusa soltanto ieri, destando profondo cordoglio in città.

La famiglia

Quella dei Gavioli è una famiglia molto in vista, sia per il suo passato imprenditoriale, per le amicizie politiche, per molti gossip e anche, nell’ultimo decennio, per le vicende giudiziarie che hanno avuto come protagonisti Stefano Gavioli e, se pur in misura marginale, anche la sorella minore Maria Chiara.

L’ultimo atto del filone principale delle inchieste a loro carico, legate soprattutto al settore dei rifiuti e a reati di natura societaria, riguarda la richiesta di rinvio a giudizio formulata nel luglio scorso per la bancarotta di Enerambiente. Si tratta di un’indagine che risale ormai ad una decina di anni fa e che si lega al buco da 106 milioni di euro nel frattempo accumulato dalla società (fallita nel 2015) che gestiva l’appalto per la raccolta di rifiuti a Napoli: se il fratello ne era presidente, la sorella si era trovata a fronteggiare la vicenda in qualità di consigliera della società, rivendicando più volte la propria estraneità ai fatti.

I domiciliari

Proprio per questa clamorosa inchiesta Maria Chiara Gavioli, nel 2012, era finita agli arresti domiciliari per alcuni mesi, scontandoli nell’attico “di famiglia” in Lungosile Mattei a Treviso. Negli ultimi anni l’imprenditrice e modella aveva dismesso ogni tipo di partecipazione societaria, potendo comunque basare il proprio stile di vita su una cospicua dote immobiliare.

Quello dei Gavioli è tutt’ora un vero e proprio impero economico che ha sempre garantito alla figlia minore uno stile da vip. Tra i tanti capitoli della vita di Maria Chiara Gavioli vi sarebbe anche un periodo vissuto a Napoli, alla fine degli anni ’90. Poi una carriera da modella per un breve periodo a Milano, quindi testimonial di prodotti di profumi e capi d’abbigliamento d’alta moda. Di questa fase non rimangono che qualche ritaglio di riviste e i ricordi di qualche conoscente. Al suo nome sono stati affiancati legami sentimentali con personaggi famosi.

Il patrimonio

La casa di famiglia a Cortina, di fianco a quella della famiglia Moratti, quella sul Canal Grande, la villa settecentesca a Mogliano non sono che una parte del notevole patrimonio su cui lady Gavioli (così la ribattezzarono i giornali all’epoca degli scandali) ha potuto contare nella sua purtroppo breve vita. Tra le opere che consentirono alla “dinastia”, di origine mantovana, di accumulare grande ricchezza, inizialmente come costruttori edili, vi è la realizzazione di via XX Settembre a Mestre, spostando in un secondo momento i propri interessi sul settore dei rifiuti e sul comparto di Porto Marghera, con l’altrettanto controversa vicenda della Sirma.

La riservatezza

Maria Chiara Gavioli, che per un breve periodo è stata sposata con l’avvocato Papadia di Venezia, da parecchi anni aveva scelto di vivere soprattutto nella sua casa natale, scegliendo un profilo molto riservato, abbandonando i riflettori. Lo stesso che hanno scelto i famigliari per darle l’ultimo saluto con una cerimonia in forma privata ancora top secret. 

L’inchiesta e la difesa di Gavioli

«Ero nel cda a mia insaputa. Non ero nemmeno a conoscenza dell’esistenza di Enerambiente».

Fu con queste parole che Maria Chiara Gavioli spiegò al gip di Napoli (all’epoca competente sull’inchiesta Enerambiente) di essere completamente estranea agli addebiti.

In quella fase era difesa dall’avvocato trevigiano Fabio Crea e riguadagnò la libertà nella seconda metà del 2012. A presiedere la società sui cui si sono concentrate le attenzioni dei pm era il fratello Stefano, finito sotto i riflettori delle cronache fin dagli anni ‘90 e tutt’ora attivo con diverse società (la Vezzani spa in Piemonte, l’immobiliare Sogeim, la Magazzini Generali di Venezia, la Esposizioni Borghese srl, Ca’ Gambara, l’Azienda agricola Sant’Antonio e la Comir).

Nel ‘98 Gavioli acquisì Sirma di Porto Marghera (poi fallita con una pesante crisi occupazionale) andando a gestire anche altre società nel settore dei rifiuti, tra cui Slia Technologies (per alcuni anni in affari con il Comune di Mogliano), Enertech e la famigerata Enerambiente, che fu causa dei guai giudiziari per la sorella.

Pubblicato su Il Mattino di Padova