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Legnaro in lutto: Giuseppina muore di Covid un mese dopo il suo Mario

Lei 93 anni, lui 98: erano sposati da 66. Lui ha guidato la sezione di Legnaro dell’Associazione Combattenti e Reduci, era stato prigioniero durante la guerra. Lei aveva lavorato nei campi

LEGNARO. Il suo cuore, già affaticato, non ha retto. Non ha sopportato il dolore per la morte del suo compagno di vita. Giuseppina Mescalchin, 93 anni, se n’è andata martedì, un mese dopo il suo caro Celestino.

Una coppia unita nella vita ma anche nella morte dopo oltre 66 anni di matrimonio e 72 vissuti uno al fianco dell’altro. Suo marito, Celestino Stivanello, da tutti conosciuto come Mario, è morto il 15 dicembre scorso all’età di 98 anni. Per oltre 15 anni ha guidato la sezione di Legnaro dell’Associazione Combattenti e Reduci. Era stato prigioniero durante la guerra.

Giuseppina invece aveva sempre lavorato la campagna: un lavoro duro che negli anni l’aveva provata nel fisico. Da qualche tempo era allettata e una decina di giorni fa si era deciso per un ricovero all’ospedale di Piove di Sacco a causa di problemi legati alla saturazione di ossigeno nel sangue.

Risultata positiva al Covid è stata quindi trasferita all’ospedale di Schiavonia. In un primo momento la terapia sembrava funzionare e la sua risposta era buona ma in un paio di giorni purtroppo, un po’ per l’età un po’ per la sua situazione di salute già piuttosto compromessa, la situazione è precipitata.

«Ha voluto raggiungere il suo Mario, in silenzio, nel giorno del suo onomastico. Immaginiamo che ora si stiano tenendo per mano. Era una donna solare e aveva un sorriso meraviglioso. Ha sempre dato tanto alla famiglia, senza mai negare a nessuno il suo aiuto» è il ricordo dei familiari.

Giuseppina Mescalchin lascia tre figli, Teresina, Graziella, Graziano, un fratello e una sorella.

I funerali si svolgeranno lunedì alle 15 in chiesa a Legnaro; il rosario invece sarà recitato domenica alle ore 19.45.

Pubblicato su Il Mattino di Padova